Reti e Frequenze

Garante Privacy: richieste garanzie all’Agid per tutelare chi utilizza il Wi-Fi pubblico gratuito

Nel parere reso all’Agid, Agenzia per l’Italia Digitale, sullo schema di linee guida sul Wi-Fi pubblico, il Garante privacy ha richiesto garanzie che tutelino tutti gli utenti che decidono di utilizzare il suddetto servizio gratuito.

Al fine di proteggere i dati personali dei fruitori del Wi-Fi pubblico gratuito, sono state richieste garanzie, ad esempio, sulle misure di sicurezza per evitare accessi alle reti interne della pubblica amministrazione, sul divieto di tracciamenti non necessari degli utenti, sulla conservazione a tempo dei dati e su una maggiore trasparenza.

L’Agid, dunque, dovrà integrare lo schema precedentemente menzionato per renderlo conforme alle disposizioni del Regolamento Ue e del Codice privacy.

Lo scopo è quello di fornire indicazioni alle Pubbliche Amministrazioni che offrono connessione wireless ad internet presso uffici e luoghi pubblici (appartenenti al settore scolastico, sanitario e turistico), oltre a mettere a disposizione la banda non utilizzata dagli uffici.

Secondo il Garante Privacy, inoltre, le linee guida sul Wi-Fi pubblico gratuito dovranno sottolineare la necessità di adottare adeguate misure di sicurezza, anche per la gestione delle violazioni di dati personali (articoli 32, 33 e 34 del Regolamento), e suggerire specifiche cautele nel caso in cui il servizio sia utilizzato anche dai dipendenti della Pubblica Amministrazione che lo fornisce.

Il servizio Wi-Fi free, infatti, implica il trattamento, da parte delle amministrazioni, dei dati degli utenti che ne usufruiscono. Proprio per questo, il Garante privacy ritiene necessario che le linee guida facciano garantire alle amministrazioni una corretta applicazione del Regolamento, attraverso l’adozione di misure tecniche ed organizzative adeguate ai possibili rischi, e assicurare la protezione dei dati trattati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita.

Per quanto riguarda la parte dello schema sottoposto al Garante Privacy relativa alla possibilità delle Pa di identificare gli utenti e rintracciare eventuali comportamenti malevoli, l’Autorità ha precisato che le amministrazioni non possono conservare dati di traffico telematico.

Per questo motivo, il Garante Privacy ha chiesto all’Agid di integrare nelle linee guida le modalità rispettose del Regolamento per individuare, a posteriori, i responsabili di condotte illecite.

Il Garante ha chiesto inoltre di fornire indicazioni alle amministrazioni sulle tipologie di dati da raccogliere e sui loro tempi di conservazione.

Dovrà essere impedito il trattamento di dati ai fini di tracciamento dell’ubicazione o degli spostamenti, consentendo l’uso esclusivo di quelli indispensabili per l’accesso al servizio o per individuare, a posteriori, eventuali illeciti.

Infine, vi è la possibilità che il servizio Wi-Fi pubblico gratuito venga offerto anche ai turisti, tramite le strutture alberghiere.

A tal proposito, il Garante Privacy ha richiesto all’Agid di precisare nello schema che il turista deve avere la possibilità di decidere se aderire al servizio in interoperabilità o utilizzare esclusivamente la connessione alberghiera. L’eventuale interoperabilità, però, non dovrà automaticamente prevedere la comunicazione alle amministrazioni dei dati dei clienti degli alberghi.

 

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