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Vodafone e WindTre: nuove multe dall’Antitrust per reiterata discriminazione IBAN UE

L’Antitrust ha nuovamente sanzionato gli operatori Vodafone e WindTre per non aver rispettato gli obblighi precedentemente imposti di eliminare le discriminazioni nei confronti degli IBAN europei in fase di domiciliazione delle offerte.

La notizia è stata resa nota dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con la pubblicazione, oggi 28 settembre 2020, del bollettino settimanale numero 38 del 2020.

La causa dei nuovi provvedimenti, conseguenza di quelli pubblicati ad aprile 2019, continuano ad essere dovuti, per entrambi gli operatori, alla mancata possibilità da parte dei clienti, sia Vodafone che WindTre , di poter domiciliare il proprio contratto di telefonia fissa o mobile su un conto corrente estero, in particolare di banche europee della zona SEPA, come invece previsto dalle vigenti normative.

Gli operatori in questione, dopo aver ricevuto ad aprile 2019 una sanzione di 800.000 euro l’uno (anche Fastweb aveva ricevuto una sanzione, ma da 600.000 euro), erano stati obbligati a non reiterare le discriminazioni sugli IBAN UE e a mettersi in regola con la normativa europea, comunicando, successivamente, le relative iniziative assunte.

Non era stata prevista, invece, alcuna sanzione per Tim, che già in data 31 Dicembre 2018 aveva presentato la sua proposta sugli impegni, che l’implementazione entro Giugno 2019 di tutte le funzionalità necessarie all’accoglimento delle richieste di domiciliazione su conti correnti dell’Unione Europea.

Nel bollettino dell’Antitrust del 7 gennaio 2020, però, è risultato che sia Vodafone che Wind Tre, oltre Tim, avessero reiterato la loro condotta illegale e che dovessero incorrere a sanzione.

Nel caso di Vodafone, la sentenza arriva nonostante l’operatore rosso avesse presentato una prima relazione il 30 luglio 2019, dove comunicava di aver esteso a tutti i canali di vendita la possibilità di inserire il pagamento ricorrente tramite conti correnti appartenenti all’area SEPA.

L’Antitrust, invece, ha accertato come online non fosse possibile inserire IBAN esteri direttamente dalle schermate ma solo facendosi ricontattare telefonicamente da un operatore.

Per quanto riguarda Wind Tre, l’operatore dichiarava che già dal 31 Marzo 2019 avrebbe dovuto consentire la domiciliazione della propria offerta anche su conto corrente europeo.

In realtà, l’Antitrust ha potuto accertare, anche tramite segnalazioni, come WindTre non permetta di gestire in maniera autonoma la domiciliazione delle proprie utenze su IBAN della zona SEPA.

Per questi motivi e per la reiterata condotta illecita da parte di Vodafone e Wind Tre, gli operatori dovranno pagare una sanzione amministrativa pecuniaria, rispettivamente, di 500.000 euro e 300.000 euro.

Per quanto riguarda Tim, invece, la sanzione da 500.000 euro è arrivata a luglio 2020, dopo le segnalazioni arrivate all’Antitrust che dimostravano come l’operatore non avesse ancora totalmente ottemperato alle prescrizioni dell’Autorità, anche dopo il termine previsto per l’adeguamento dei sistemi dell’operatore.

 

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