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Iliad Group: impatto del Coronavirus sulla crescita, focus sulla rete e lancio del B2B in Francia

In seguito alla pubblicazione dei risultati finanziari a livello di Gruppo, si è tenuta oggi 12 Maggio 2020 la call conference di Iliad, guidata dal CEO Thomas Reynaud, con l’AD di Iliad Italia, Benedetto Levi, in comunicazione dalla sede Milano.

Il CEO di Iliad Group ha ringraziato i dipendenti per i loro sforzi, che hanno permesso all’azienda di continuare a offrire i suoi servizi e a potenziare la sua rete grazie a un team di oltre 4000 tecnici. In Francia e in Italia, l’azienda ha però deciso di concentrarsi sulla distribuzione online, chiudendo i suoi negozi, adesso nuovamente aperti in Italia e in Francia.

Iniziando con le performances in Francia, Iliad ha mostrato il miglior trimestre degli ultimi anni nel broadband con una crescita di 47.000 clienti che ha spinto al rialzo i ricavi da servizi, in aumento del 4,2%. Nel mobile, invece, sono aumentati di 100.000 unità i clienti 4G.

In Italia, invece, l’operatore ha raggiunto 5.806.000 clienti, con un incremento trimestrale (dunque rispetto a Dicembre 2019) di circa 525.000 unità.

Per Iliad, i risultati fin qui presentati rappresentano un incentivo per il raggiungimento del piano Odissea 2024 e prevedono le decisioni positive degli ultimi mesi. Thomas Reynaud ha però ricordato che i risultati sono stati raggiunti prima dell’aggravarsi dell’epidemia e adesso occorrerà dunque valutare l’impatto sociale ed economico del virus in Francia e in Italia.

Nonostante ciò, Iliad continuerà ad andare avanti, con l’annuncio del lancio nei prossimi mesi un nuovo dispositivo Freebox e delle prime offerte B2B in Francia grazie all’acquisita Jaguar Network.

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Iliad rete Antitrust

In termini di ricavi, il Gruppo ha mostrato una crescita del 6,9% e 8,3% su base organica, con l’Italia che rappresenta adesso oltre il 10% dei ricavi totali. I ricavi da servizi sono invece aumentati del 9,6%, o 11,1% su base organica.

L’ARPU (ricavi unitari medi) in Francia sul fisso è di 32 euro per quanto concerne le offerte broadband, mentre sul mobile l’ARPU resta stabile a quota 10,6 euro. Il management ha inoltre reso noto che adesso il 62% della base clienti mobile è 4G, mentre oltre il 30% della customer base sul fisso utilizza la rete FTTH.

Il board di Iliad ha inoltre confermato la guidance dell’azienda per Francia e Italia, con diversi obiettivi di medio e lungo periodo definiti dal Piano Odissea 2024.

Per il mercato francese, l’azienda mira ancora a raggiungere una quota di mercato del 25% nel segmento broadband e ultra-fast broadband, con oltre 2 milioni di clienti FTTH nel 2020 e 4,5 milioni nel 2024. Sul mobile, invece, Iliad mira a ottenere oltre 25.000 siti equipaggiati nel 2024, ottenendo nel lungo termine una quota di mercato del 25%.

Per l’Italia, invece, resta fermo l’obiettivo di raggiungere 5000 siti attivi entro la fine del 2020, completando invece il roll-out di 10.000 o 12.000 siti entro la fine del 2024.

Chiaramente, Iliad dovrà fronteggiare anche questo trimestre l’impatto del Coronavirus sulla sua attività. Infatti, come ha ricordato Reynaud, in Francia l’impatto è stato limitato a due settimane e in Italia a cinque settimane, con un’attività commerciale ridotta a causa della chiusura degli store e della riduzione del churn rate dell’intero mercato, che si è tradotta in minori acquisizioni anche nel mercato italiano.

iliad Store Bologna

Secondo Thomas Reynaud non è ancora possibile conoscere cosa accadrà nel secondo trimestre, ma la graduale apertura in Italia e in Francia fa ritenere che la seconda metà del trimestre possa controbilanciare il calo della prima parte.

Con riferimento al mercato italiano, l’AD Benedetto Levi ha dichiarato che l’operatore ha dovuto fronteggiare un importante aumento del traffico dati, con un picco proprio nelle prime settimane di Marzo 2020. A tal proposito, è stato confermato che parte di questo traffico è stato assorbito e gestito proprio dalla rete proprietaria dell’azienda in Italia, il cui progetto di espansione ha subito però dei naturali rallentamenti a causa dell’epidemia.

Sempre guardando agli obiettivi in Italia, il management ha ricordato l’esigenza di incrementare ulteriormente il numero di clienti e raggiungere la cosiddetta “critical mass”, evidenziando inoltre come, a differenza di quanto affermato da molti operatori, in Italia negli ultimi trimestri i prezzi siano rimasti particolarmente aggressivi, con diverse offerte anche inferiori ai 5 euro al mese.

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