Pietro Guindani (Asstel) risponde alla sindaca di San Lazzaro che ha vietato il 5G: stop immotivato


Asstel è tornata sul tema delle richieste di sospensione dell’esercizio delle reti 5G da parte di alcuni comuni, la cui Amministrazione, sostiene l’associazione, rischierebbe di allarmare inutilmente la collettività.

Isabella Conti, la sindaca di San Lazzaro (comune di circa 35.000 abitanti in provincia di Bologna), ha recentemente deciso di bloccare la tecnologia 5G per scongiurare eventuali rischi per la popolazione. In altri termini, è stata vietata l’installazione di antenne 5G sull’intero territorio comunale, reputate dall’Amministrazione potenzialmente pericolose.

Come riportato dal Corriere di Bologna, Pietro Guindani, Presidente di Asstel, ha risposto ufficialmente alla misura sospensiva attuata a San Lazzaro, criticandone in primo luogo le motivazioni:

“La richiesta sospensiva dell’esercizio delle reti 5G non è fondata su motivazioni oggettive. Per questo auspichiamo la diffusione, da fonti indipendenti e accreditate, di informazioni scientifiche corrette e complete in modo da evitare di allarmare i cittadini”.

La risposta ufficiale di Guindani non differisce particolarmente dalla lettera inviata da Asstel, nella sua veste di associazione che riunisce i principali attori del settore delle telecomunicazioni, in cui viene auspicata la diffusione di informazioni scientifiche corrette e neutrali, che possano davvero informare i cittadini.

   

Il Presidente di Asstel ricorda inoltre che la rete di nuova generazione non fa uso di radiofrequenze ignote o fino ad oggi poco esplorate dalla comunità scientifica: al contrario, “basta ricordare che le radiofrequenze fino a 300 GigaHertz, incluse quindi anche quelle utilizzate dal 5G, sono oggetto di studio da oltre quarant’anni”.

Nella sua risposta allo “stop immotivato” della sindaca, Guindani espone una visione già tratteggiata in passato da Nick Read, attuale CEO di Vodafone Group, relativamente al fatto che i risultati scientifici ottenuti attraverso gli studi delle precedenti generazioni di reti mobili valgono anche per il 5G.

Come sottolineava Read, infatti, il 5G andrebbe inteso come un nuovo strato che si aggiunge ai precedenti, offrendo performances e livelli di sicurezza migliori.

Per finire, Pietro Guindani ha sottolineato l’esigenza di creare una Commissione governativa scientifica permanente che possa monitorare tutti gli esiti delle ricerche scientifiche per promuoverne la corretta divulgazione.

Pietro Guindani 5G Asstel San Lazzaro

Come noto, le ricerche in materia sono ancora contrastanti, ma attualmente non sembrano essere emerse prove certe a supporto dell’ipotesi secondo cui il 5G sia dannoso per la salute. A titolo esclusivamente esemplificativo, nell’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità non è emersa nessuna solida correlazione tra le radiofrequenze e l’insorgenza di tumori.

Nonostante ciò, molte associazioni, come ad esempio Codacons, hanno deciso di schierarsi apertamente contro il 5G, invitando le Amministrazioni locali a vietare lo sviluppo della rete nelle loro aree di riferimento, invocando il cosiddetto principio di precauzione, in attesa di ulteriori ricerche sul tema.

 

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