5G: incendio danneggia un’antenna in Svizzera. Incidente o atto di protesta contro la nuova rete?


A Denens, un placido villaggio del Canton Vaud, in Svizzera, un incendio ha danneggiato un’antenna di Swisscom e Salt. Niente di straordinario, ma secondo gli inquirenti si sarebbe potuto trattare di un sabotaggio, da inserire all’interno delle recenti proteste contro la nuova rete 5G in Svizzera.

L’esplosione e il conseguente rogo avrebbero danneggiato numerosi cavi e una parte del pilone dell’antenna, causando senz’altro danni rilevanti per la popolazione.

Secondo quanto riportato dalla testata Corriere del Ticino, la procura avrebbe immediatamente avviato alcune indagini con l’ausilio della polizia scientifica, affermando che, sulla base dei primi elementi raccolti, si privilegia la pista criminale. 

   

Swisscom e Salt non hanno commentato l’accaduto, ma non andrebbe escluso un collegamento con le recenti proteste contro il 5G in Svizzera.

In effetti, in diverse regioni alcuni cittadini si sono aggregati per protestare contro la rete di nuova generazione e i suoi ipotetici danni per la salute. Nello specifico, nel Canton Ticino è emerso un gruppo Facebook che ha già superato i 1200 utenti, invocando il cosiddetto principio di precauzione per interrompere un rollout che viene paragonato alle sperimentazioni fatte sulle cavie da laboratorio.

A ciò si affiancano le opposizioni raccolte da piccoli villaggi e cittadine, asili e complessi residenziali, supportate anche da alcuni esponenti del mondo politico.

Si ricorda che, come più volte ripetuto, non è stato riscontrato attualmente nessun rischio concreto del 5G per la salute dell’uomo. Anche le associazioni nate per contrastare lo sviluppo della nuova rete domandano di “sospendere” il roll-out per iniziare, approfondire o completare gli studi sul 5G e verificare gli effetti sulla salute.

Proprio Swisscom è uno degli operatori leader in Svizzera per lo sviluppo del 5G, che verrà diffuso entro l’anno in tutto il Paese e che ha già parzialmente raggiunto oltre 45 località, tra città e piccoli villaggi. L’operatore vende inoltre diversi smartphone 5G ready, come l’Oppo Reno 5G, l’LG V50 ThinQ e il Samsung Galaxy S10 5G.

In una sezione del progetto 5G dell’operatore, presente sul sito ufficiale dell’azienda, è possibile leggere uno statement del Gruppo Swisscom sui rischi del 5G per la salute:

“In un primo momento, il 5G trasmetterà sulle stesse frequenze del 4G e del 3G. Di conseguenza, gli studi già eseguiti in passato rimangono validi. Sul medio termine, il 5G utilizzerà anche frequenze più elevate. Queste immissioni penetrano meno in profondità nel corpo – e quindi sono meno pericolose. Al contempo, però, la pelle potrebbe essere maggiormente esposta. I valori limite raccomandati dall’OMS, in ogni caso, coprono le frequenze fino a 300 GHz, ben al di sopra dei 30 GHz previsti per il 5G”.

Si attendono adesso eventuali sviluppi della situazione, mentre gli inquirenti indagano sul presunto sabotaggio dell’antenna e si continuano a raccogliere firme contro il 5G in Svizzera.

 

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