Aldo Bisio, AD di Vodafone, sul futuro digitale: il 5G sarà fattore di competitività per il Paese


L’Università degli Studi Roma Tre, all’interno del progetto Roma Tre incontra le aziende, ha ospitato nella giornata di oggi, 17 Aprile 2019, l’Amministratore Delegato di Vodafone Italia, Aldo Bisio, che ha discusso a lungo sulle nuove sfide del settore delle telecomunicazioni e sull’ormai imminente arrivo del 5G.

L’evento Roma Tre incontra le aziende ha lo scopo di instaurare un dialogo tra gli ospiti invitati, rappresentanti delle principali imprese italiane, e il mondo accademico.

MondoMobileWeb, che nella giornata di ieri si trovava alla conferenza di Vodafone Business a Milano, ha avuto modo di partecipare alla Lectio Magistralis di Aldo Bisio alla Scuola di Economia e Studi Aziendali dell’Università Roma Tre.

L’Amministratore Delegato di Vodafone Italia, al timone dell’azienda dal  Gennaio del 2014, è stato presentato da Silvia Ciucciovino e Simona Arduini, rispettivamente Prorettore con delega per i rapporti con il mondo del lavoro e Presidente della Scuola di Economia e Studi Aziendali.

   

Nell’introduzione, si è sottolineato come lo scopo principale della serie di incontri sia quello di far accostare i giovani talenti con le realtà aziendali più influenti del territorio, per comprendere, nel caso specifico, l’esigenza di anticipare l’evoluzione della tecnologia rappresentata attualmente dallo sviluppo del 5G.

Aldo Bisio, AD di Vodafone Italia

Nel corso del suo intervento, Aldo Bisio si è concentrato sulla nuova rete di quinta generazione, che costituirà un fattore abilitante per una lunga serie di soluzioni e servizi innovativi.

Grandi speranze dunque per l’imminente futuro, ma anche grandi investimenti: Vodafone in Italia ha dovuto impiegare un capitale pari a circa 2,4 miliardi di euro per aggiudicarsi alcuni preziosi blocchi di frequenze in tutte le bande offerte. L’incasso complessivo dell’Asta, che ha superato i 6,5 miliardi di euro, è stato più volte contestato dagli operatori partecipanti, che auspicano adesso un reinvestimento a supporto dell’industria o una serie di nuove iniziative a sostegno dello sviluppo del 5G.

Nonostante le cifre impiegate, però, per Aldo Bisio il 5G è un passo necessario: Vodafone e gli altri concorrenti necessitano del 5G per continuare ad offrire i propri servizi ai clienti. La quantità di dati scambiati in rete, continua l’Amministratore Delegato di Vodafone, è sempre più elevata e mostra un trend che non accenna a fiaccarsi. Al contrario, con l’avvento del 5G il consumo di dati sarà destinato a incrementare sensibilmente.

In questo contesto, le aziende non hanno alcun margine di manovra sulle frequenze: si tratta dell’unica componente degli investimenti di Vodafone sul 5G che non può essere creata o comprata, una condizione essenziale per garantire l’efficienza del servizio.

Aldo Bisio ricorda poi i quattro elementi principali che muteranno in seguito all’introduzione del 5G. Si tratta, come noto, della velocità, della latenza, della resilienza e della densità. Di questi, considerati gli standard attuali fissati da Vodafone e dagli altri concorrenti, la velocità è l’elemento meno rilevante.

Per quanto concerne la latenza, quella annunciata con il 5G è una rivoluzione senza mezzi termini: tempi di reazione prossimi a un millisecondo permettono infatti di abilitare servizi come le auto a guida autonoma, che non potrebbero risultare efficienti e sicuri con valori anche solo leggermente più elevati.

Alla ridotta latenza si accosterà una densità ancora difficile da calcolare. Smart home, smart citiy e Industria 4.0 richiederanno infatti di connettere tra loro una quantità particolarmente elevata di dispositivi, per uno scambio continuo di informazioni. E si tratta solo di tre dei numerosi campi di applicazione della rete di quinta generazione.

I quattro elementi di novità rispetto alle reti attuali, di concerto, permetteranno finalmente di avviare la rivoluzione dell’Internet of Things, che aprirà a sua volte le porte a una nuova età dell’oro per l’innovazione sociale.

Aldo Bisio prospetta un futuro in cui verranno rivoluzionate tutte le filiere attualmente esistenti, nella produzione, nella pubblica amministrazione, nell’istruzione e nella sanità. Il 5G potrà ovviare alle inefficienze e insufficienze di oggi, in termini di sicurezza, salute, educazione e qualità della vita più in generale.

Il 5G, così come l’Internet of Things, è per lo Stato un fattore di competitività.

L’AD di Vodafone si sofferma attentamente anche sulle competenze digitali richieste dalla nuova rivoluzione. Con una metafora, Aldo Bisio afferma che si è finalmente riusciti ad ottenere il petrolio, ma adesso bisogna puntare sulle raffinerie: all’enorme mole di dati non corrisponderebbe infatti un’adeguata quantità di profili dotati di skills digitali. In Italia, come peraltro in numerosi altri Stati, il deficit di competenze digitali ha raggiunto ormai livelli preoccupanti: “il problema non sono le macchine, ma le menti”, sostiene Bisio.

In Italia, Vodafone ha cercato di rispondere a questa esigenza, che può rivelarsi un fattore critico per il rapido sviluppo del 5G, attraverso dei programmi come Future Jobs Finder e Code Like a Girl. A ciò si aggiungono delle partnership con alcune università in cui l’operatore ha finanziato dei corsi di data science.

L’acquisizione di nuove competenze digitali, conclude Bisio, non significa però che tutti i lavori più obsoleti scompariranno. Secondo le stime dell’Amministratore Delegato, solo il 10% circa delle mansioni attuali nelle filiere colpite dall’innovazione del 5G potrebbe essere destinata a soccombere, laddove la maggior parte dei lavori si evolveranno invece in chiave digitale, anche a vantaggio dei lavoratori stessi.

 

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