Vodafone e Sindacati: l’azienda è intenzionata a dichiarare 1130 esuberi


Vodafone e i sindacati sono tornati a incontrarsi, ieri e oggi, 20 e 21 Marzo 2019, per approfondire il confronto iniziato il 12 Marzo 2019. All’operatore è stato richiesto di fornire maggiori dettagli sul nuovo modello organizzativo e sui livelli occupazionali. Emergono ora 1130 esuberi.

Come è possibile leggere nei comunicati stampa unitari dei sindacati, Vodafone ha sottolineato le caratteristiche del mercato in cui si trova, caratterizzato da un contesto ipercompetitivo che ha distrutto 1 miliardo di euro di valore e ha ridotto i ricavi di Vodafone per circa 300 milioni di euro.

Con lo scopo di rincorrere ed intercettare la trasformazione digitale, Vodafone baserà la sua strategia su un sistema a quattro pilastri.

In primo luogo, l’operatore punterà sul 5G e sullo sviluppo in ambito IoT. Secondariamente, Vodafone fa riferimento alla necessità di proseguire l’integrazione e la convergenza tra servizi fissi e mobili. Il terzo pilastro consiste invece nell’offerta di servizi innovativi per le imprese italiane, con lo scopo di favorire la crescita digitale del Paese. E per finire, quello che potrebbe essere a ragione considerato come il cuore del progetto: Vodafone punta a una completa trasformazione digitale, che permetterà di sviluppare i punti precedenti con successo.

   

Vodafone esuberi

E proprio da questo aspetto si ricava la necessità, per Vodafone, di snellire il suo modello organizzativo in vista delle sfide future. L’azienda ha dunque dichiarato circa 1130 esuberi, confermando di volere utilizzare le fuoriuscite volontarie e la solidarietà.

Nello specifico, in ambito customer care, Vodafone ritiene necessaria l’applicazione di un modello sostenibile, pur mantenendo la strategia di differenziazione attuale. Attualmente, Vodafone ha gestito il calo in termini di chiamate con il reskiling e tramite l’internalizzazione di volumi affidati in precedenza a Croazia e Romania. Ma per il medio periodo si prevede un calo del 40% circa.

Inoltre, per la gestione della rete, Vodafone ha promosso un reskilling interno per circa 200 persone, ma conta di adeguare presto le sue infrastrutture al 5G e il progetto di condivisione della rete con TIM è ancora in una fase embrionale, dunque non risulta agevole prevederne un impatto in termini occupazionali.

Ascoltate le ragioni dell’operatore rosso, i sindacati hanno ricordato l’importanza di un accordo volto ad evitare atti unilaterali che possano rivelarsi traumatici per i lavoratori, definendo i numeri presentati come “eccessivi rispetto ai processi esposti e non gestibili con strumenti ordinari”.

Per i sindacati è necessario che vengano immediatamente attivati dei processi chiari di internalizzazione delle attività, investendo in ulteriori reskilling e riqualificazioni.

L’operatore ha inoltre accennato alla possibilità di chiudere i negozi a marchio Vodafone in futuro, spostando l’acquisto sul canale digitale. Come si legge nel comunicato, infatti:

“L’azienda ha dichiarato inoltre che il passaggio al digitale sta determinando un cambiamento nel comportamento degli utenti anche in ambito merceologico, pertanto l’azienda è intenzionata a dismettere totalmente i negozi a marchio Vodafone in favore della formula di franchising. Questa operazione impatterà circa 50 persone”.

Anche su questo aspetto, i sindacati hanno richiesto di gestire la situazione in maniera non traumatica per i lavoratori.

In conclusione, gli strumenti esposti da Vodafone potranno essere sfruttati solo nel caso in cui gli esuberi complessivi vengano ridotti: “il nuovo processo dettato dalla dicitalizzazione va governato da un accordo che salvaguardi l’insieme dell’azienda”.

I sindacati procederanno già nei prossimi giorni a svolgere alcune assemblee con i lavoratori al fine di esporre quanto discusso e il confronto procederà anche il 2 e il 3 Aprile 2019.

 

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