TIM Piano Industriale 2019 – 2021: accordi con Vodafone e Open Fiber per ridurre il debito?


Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi oggi, 21 Febbraio 2019, ha approvato il piano strategico 2019-2021 chiamato “TIMe to deliver and delever”. Come si evince dalla denominazione stessa, alla base del Piano Industriale di TIM vi è la necessità di ridurre il debito dell’azienda, con un target attorno ai 22 miliardi di euro nel 2021. 

L’operatore ha pianificato di ottenere un ritorno sul capitale, incrementare la generazione di cassa grazie alla stabilizzazione dei ricavi e ridurre la struttura dei costi, ottimizzando il circolante. L’EBITDA organico di Gruppo è previsto in riduzione nel 2019, ma dovrebbe tornare in crescita entro il 2021.

Per fare ciò, TIM punterà a ottimizzare il capitale investito tramite la condivisione delle reti per migliorare il ROIC. In tal senso, si fa dunque esplicito riferimento alla possibile partnership comunicata in data odierna, con Vodafone.

Un ulteriore punto del piano industriale consiste nel rilancio del business domestico con un costante focus “sulla qualità e sulle competenze tecniche” di TIM.

   

Tim piano

Per finire, si fa riferimento al rafforzamento della unit Brasile, attraverso la costante migrazione al segmento postpaid, che ha trainato la crescita di TIM Brasil secondo quanto riportato dai dati finanziari aggiornati.

Non potrebbe mancare poi un accenno alla rete unica: tra le azioni già intraprese per creare valore, si evidenzia che sono iniziate le trattative con Open Fiber che potrebbero giungere a una completa combinazione delle reti fisse, di cui già si discute da diversi mesi. In tal senso, è stato firmato un accordo di riservatezza e sono stati nominati gli advisor finanziari. TIM afferma:

TIM crede nell’opportunità di creare valore che può portare la rete unica ed ha per questa ragione aperto un tavolo di confronto con Open Fiber per esplorare tutte le opzioni possibili, inclusa una completa combinazione societaria. L’azienda prosegue il lavoro con i propri advisor finanziari per esplorare l’opportunità di una rete unica e massimizzare il valore dell’infrastruttura di rete fissa di TIM. La convergenza delle due reti porterebbe vantaggi a tutti gli stakeholders: le aziende coinvolte, il mercato, gli azionisti e il paese intero, che beneficerebbe di un’infrastruttura veloce e all’avanguardia.

Per Persidera, invece, è stata ricevuta un’ulteriore offerta non vincolante, ed è stata avviata una trattativa in esclusiva.

Come riporta il comunicato stampa ufficiale, la strategia di TIM si pone in rottura con il passato e si concentra sulla cosiddetta “execution“, che richiederà interventi complessi sia sui processi che sull’organizzazione e sulla cultura aziendale.

Nella business unit consumer TIM ha intenzione di puntare sulla qualità dei Giga più che sul loro numero: l’operatore tenterà di ampliare i servizi offerti riducendo le perdite nel fisso e facendo crescere l’ARPU.

Sulla Business Unit Business, TIM punta a diventare fornitore di riferimento e top partner per le PMI, auspicando una crescita significativa dei ricavi. Nel wholesale, invece, la sfida sarà quella di difendere la quota di mercato e mantenere la leadership nella copertura ultrabroadband.

 

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