Iliad: “l’azione dei competitor mira continuamente a cercare degli appigli per contrastarci”


Iliad ha risposto al Giurì della Pubblicità in seguito alla decisione con cui l’IAP dichiara le pubblicità inottemperanti alle precedenti decisioni con cui si ordinava la loro interruzione.

La Redazione di MondoMobileWeb ha contattato il nuovo quarto operatore italiano chiedendo una dichiarazione in merito.

Con le seguenti parole, l’Ufficio Stampa di Iliad ha sottolineato la trasparenza dei suoi messaggi e l’azione dei competitor volta a contrastare l’azienda:

“Rispetto alla pronuncia IAP, che segue alle azioni avviate ormai mesi fa da alcuni competitor per contrastare la nostra campagna pubblicitaria, resta fondamentale chiarire che i messaggi fondanti della nostra comunicazione sono stati accolti e verificati come corretti e trasparenti fin dall’inizio. Nonostante tale chiarezza e nonostante la totale mancanza di costi nascosti o pressioni nei confronti degli utenti, l’azione dei competitor mira continuamente a cercare degli appigli per contrastarci. Come da sempre nel nostro approccio, valuteremo questa occasione come una possibilità per ricercare nuovi spunti e parlare ai nostri utenti con sincerità e per soddisfarne ogni esigenza”.

L’accenno di Iliad all’azione dei competitor fa riferimento al fatto che la condotta di Iliad è stata esaminata dall’IAP dopo un’istanza riconvenzionale di Vodafone Italia, anch’essa giudicata per Vodafone Simple Plus.

   

Nella pronuncia di ieri, 22 Gennaio 2019, il Giurì ha considerato alcuni messaggi di Iliad come ancora non allineati alla decisione precedente, con cui si ordinava di interrompere la pubblicità ingannevole. Inoltre, anche Iliad Voce, risulta inottemperante alla delibera n.78/2018. Discorso simile per la pubblicità televisiva. In tutti i casi, infatti, alcuni messaggi, come “L’offerta continua per ulteriori 50.000 utenti” risulterebbero contrari all’articolo 2 del Codice.

Per queste ragioni, la nuova delibera ha anche disposto la pubblicazione della pronuncia per una durata di 15 giorni all’interno del sito ufficiale, nella pagina riferita alle offerte esaminate dal Giurì. Tale obbligo è sancito dall’articolo numero 42 del Codice, che regola appunto l’inosservanza delle decisioni dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria.

 

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