Molti consumatori non si fidano più degli operatori di telefonia dopo tante rimodulazioni?


In questi giorni, leggendo tanti commenti nei canali social media ufficiali dei principali operatori di telefonia mobile e raccogliendo le testimonianze di molti rivenditori in giro per l’Italia, molti consumatori non hanno più fiducia degli operatori, dopo le tante rimodulazioni.

Negli ultimi anni, dopo le tante variazioni tariffarie selvagge, i consumatori hanno scoperto che la locuzione “Per Sempre” o “Prezzo Bloccato” per molte offerte e tariffe non viene rispettato.

Il sottoscritto ZioTel ha sempre detto:

“Quando un operatore di telefonia mobile continua però sistematicamente a modificare le sue tariffe può generare un senso di sfiducia nel consumatore che potrebbe sviluppare una naturale diffidenza nei confronti di nuove promozioni, anche se più convenienti, perchè ritenute solo temporanee e dunque poco affidabili. Non è possibile che un cliente venga invogliato ad acquistare un pacchetto tariffario ad un prezzo e dopo pochi mesi il prezzo mensile cambi.”.

Questo in realtà sta succedendo ultimamente perchè, molti consumatori, anche nei commenti all’interno della comunità di MondoMobileWeb, scrivono: “Ma tanto fra qualche mese il costo aumenterà“.

   

Sarebbe giusto, per fidelizzare il consumatore, non abusare, più volte nel corso dell’anno, dell’articolo 70 comma 4 e delle sue recenti modifiche. Per essere più trasparenti nei confronti del cliente, l’operatore di telefonia mobile, dovrebbe garantire che non modificherà unilateralmente le condizioni contrattuali sottoscritte almeno per un determinato periodo di tempo (per esempio: 24 mesi) dal nuovo contratto sottoscritto, o dall’ultima modifica effettuata.

In alternativa può nascere anche lo slogan “Prezzo garantito X mesi“, un pò come succedeva alcuni anni fa con le offerte per un anno, due anni e addiritura di cinque anni da parte di Wind.

Le rimodulazioni tariffarie sono legittime e vengono utilizzate anche dai servizi postali e bancari. Per un’azienda di telecomunicazioni sono necessarie soprattutto per esigenze tecniche, gestionali e/o economiche quali, a titolo esemplificativo, mutamenti delle politiche commerciali e/o mutamenti tecnici delle piattaforme di rete e/o delle strutture di produzione o di commercializzazione.

Alcuni consumatori pensano che sia necessario creare nuove leggi per limitare nuovi casi di modifiche contrattuali unilaterali da parte degli operatori di telefonia mobile.

Iliad, il nuovo quarto operatore di telefonia, ha promesso che le offerte con la dicitura “per sempre” non saranno rimodulate. Infatti, nell’articolo 9 delle Condizioni Generali per la fornitura di servizi di telefonia mobile alla voce “Modifiche contrattuali” viene specificato:

Iliad si riserva il diritto di apportare modifiche al Contratto, comprese le condizioni economiche (con espressa esclusione di quelle relative alle offerte esplicitamente applicate “Per Sempre”) per i seguenti giustificati motivi e in maniera proporzionata:
i) sopravvenute esigenze tecniche, economiche od organizzative (anche con riferimento a modifiche e interventi sulla rete o sulle strutture commerciali); ii) mutamenti nel quadro normativo e regolatorio di riferimento che incidano sull’equilibrio economico e/o in maniera significativa su aspetti organizzativi; iii) esigenza di assicurare il corretto ed efficiente utilizzo del Servizio e della SIM. L’Utente verrà tempestivamente informato delle modifiche contrattuali previste e delle relative ragioni anche attraverso e-mail, SMS e/o avviso sul Sito Internet. Le modifiche contrattuali acquisteranno efficacia decorsi 30 giorni dalla data in cui sono state comunicate all’Utente che, entro lo stesso termine, potrà recedere dal Contratto (anche chiedendo la portabilità) senza costi di disattivazione. In caso di mancata comunicazione del recesso entro il suddetto termine di 30 giorni, le modifiche contrattuali si intenderanno accettate dall’Utente.

Documento tratto dalle Condizioni Generali di Servizio di Iliad

Sarà veramente così? Solo il tempo ci darà ragione. Benedetto Levi, Amministratore Delegato di Iliad, durante il debutto, ha dichiarato: “Non abbiamo costi nascosti, non faremo rimodulazioni sui già clienti, niente costi nascosti“. Fino ad ora, tra gli operatori di rete e virtuali più conosciuti, chi ha deciso di non modificare ai propri clienti le offerte attive, è CoopVoce.

E’ importante specificare anche che, nonostante gli aumenti degli ultimi mesi e nonostante l’adeguamento alla fatturazione mensile (che non ha portato in molti casi a nessun risparmio della spesa annuale come qualcuno sperava), i prezzi della telefonia mobile in Italia sono diminuiti e si è arrivati ad una media di 20 e 30 Giga mensili rispetto alla media di 2 e 5 Giga mensili di pochi anni fa.

Le tariffe a consumo low cost, senza canoni mensili, sono sempre di meno e non sono adatte alla navigazione su internet. Con la nascita di tariffe flat, le sim ricaricabili si sono trasformate in “abbonamenti” con una spesa anticipata. Un pò come quando si va in alcuni bar dove viene chiesto di pagare prima della consumazione.

Invece gli abbonamenti (da non confondere con contratti prepagati o ricaricabili con addebito su conto corrente o carta di credito) prevedono il pagamento dopo aver utilizzato un servizio. Nella telefonia mobile sono poco utilizzati in Italia e prevedono una tassa di concessione governativa di 5,16 euro per uso privato e di 12,91 euro mensili per uso business, addebitata sul conto telefonico.

La soluzione migliore è quella di scegliere un pacchetto di traffico telefonico adatto alle proprie esigenze, ed è giusto sempre verificare anche tutti i costi di attivazione e la copertura di rete delle zone che si frequentano di più.

Come sappiamo con la legge numero 40 del 2007 (conosciuta come Decreto Bersani) il credito residuo ricaricato dal consumatore, se non viene utilizzato, non appartiene al gestore telefonico.

Per questo motivo negli anni alcuni operatori si sono inventati il “costo di recesso anticipato“, addebitato se la SIM non rimane attiva per 2 anni, oltre al costo di trasferimento del credito residuo in caso di portabilità da un operatore ad un altro. Per diritto di cronaca, è giusto specificare che Iliad non applica, per ora, alcun costo per il trasferimento del credito presente nella SIM.

 

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