Un miliardo di euro da investire, indagine Antitrust, e curiosità: due chiacchiere con Benedetto Levi


Torinese, con laurea triennale in Ingegneria logistica e della produzione al Politecnico di Torino, un Master biennale alla Escp Europe – la scuola di business più antica d’Europa – ed esperienze lavorative maturate tra Gran Bretagna, Francia e Italia: queste le referenze che hanno portato Xavier Niel, fondatore di Iliad, a scegliere il ventinovenne Benedetto Levi come amministratore delegato di Iliad Italia.

Benedetto Levi, Ceo di Iliad Italia

Giovane e discreto, Levi non si sbottona più di tanto: in occasione dell’intervista con Panorama, alla domanda inerente alle future tariffe proposte dal noto operatore francese in Italia, risponde senza sbilanciarsi troppo:

“Non posso ancora rivelare i nostri prezzi, ma vi posso assicurare che saranno ultra competitivi. Vedrete, vi stupiremo. Noi stringiamo un patto coi nostri clienti: niente trucchi, niente costi aggiuntivi, ma libertà. Gli italiani si sono stufati di pagare ogni quattro settimane invece che una volta al mese e di non sapere esattamente quanto spenderanno a fine mese. Noi vogliamo dare fiducia con un’offerta semplice e generosa”.

Trasparenza, zero sorprese in bolletta, e prezzi bassi costituiscono il cavallo di battaglia del gestore telefonico dal prefisso “351” (per essere più precisi i prefissi 3515, 3516, 3517, 3518, 3519 perchè i prefissi 3510, 3511, 3512 appartengono già all’operatore virtuale LycaMobile), che dovrebbe debuttare nel nostro Paese prima dell’estate, e che darà non poco filo da torcere a Tim, Vodafone e Wind Tre.

Continua Levi:

   

“Saremo il quarto gestore mobile. Ma attenzione, non un operatore virtuale. Stiamo coprendo l’Italia con le nostre antenne e gareggeremo anche per le frequenze del 5G, la rete super veloce del futuro. Daremo battaglia, anche se i nostri rivali ci stanno mettendo i bastoni tra le ruote in ogni modo. Penso che l’atteggiamento degli operatori telefonici italiani, oggetto di recente di un’indagine dell’Antitrust, di coordinarsi e allinearsi sui prezzi e sulle tariffe a danno della convergenza e dei clienti, sia scandaloso e grave. In un altro Paese sarebbe inconcepibile”.

Nonostante le difficoltà, Niel non demorde e continua a investire sul nostro Paese, a tal punto da aver lanciato una fiche da un miliardo di euro sul tavolo di Levi, secondo quanto riportato da Thomas Reynaud, direttore finanziario del gruppo francese alla presentazione del bilancio 2017 a Parigi.

Una grossa cifra che servirà per la realizzazione e distribuzione della rete e delle antenne, l’acquisto delle frequenze, l’apertura degli uffici a Milano, Roma e in altre 10 città, l’assunzione del personale, il lancio commerciale e l’espansione futura. Anche Levi punta sul proprio Paese di origine, in tempi in cui la fuga dei cervelli è all’ordine del giorno. Come da lui stesso raccontato, il suo percorso formativo si è svolto al contrario, cominciando dall’estero per poi proseguire in Italia:

“Dopo il Politecnico di Torino, ho frequentato il Master alla Escp Europe tra Torino, Londra e Parigi. In Gran Bretagna ho contribuito a sviluppare One Fine Day, l’app che gestisce alloggi di lusso acquisita da AccorHotels nel 2016 per 170 milioni di dollari”.

Dopo la fondazione della star-up, Extraverso, specializzata nella vendita mondiale di accessori per smartphone prodotti in Italia, a Parigi, e la sua esperienza nel mondo dei ticket online con Captain Train, un’altra start-up, successivamente acquisita da Trainline, incentrata sulla ricerca di biglietti ferroviari al miglior prezzo, Levi riceve la famosa proposta di lavoro per la nota compagnia telefonica.

Da lì, sarebbe iniziata la sua avventura nell’ “Iliade di Niel”: “Iliad vuol dire “conquista”, deriva dall’Iliade di Omero”, svela infine Levi nell’articolo curato da Guido Castellani.






 

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