Amos Genish, Ceo di Tim, chiede un’indagine sull’accordo Mediaset e Sky


Amos Genish, amministratore delegato del gruppo telefonico Tim, secondo il quotidiano La Stampa, teme il rischio di un cartello dopo l’accordo Sky-Mediaset.

Genish, team manager scelto da Vivendi, ma che comunque, come da lui stesso dichiarato “intenzionato ad essere super-partes nell’interesse dell’azienda”, ha richiamato alla necessità di indagini su questa intesa, ma comunque non teme che questo possa frenare Tim e la convergenza dei contenuti in atto, anzi vede questo accordo Sky-Mediaset come un opportunità per TimVision, per poter ottenere i diritti sportivi con più facilità, dopo l’acquisizione di tali diritti da MediaPro, e richiama le autorità ad “accertare che tutti i protagonisti del mercato abbiano accesso agli stessi contenuti con le stesse condizioni”.

Amos Genish, dichiara di voler entrare in gioco nell’asta di MediaPro, per i diritti sportivi, per allargare l’offerta per i propri clienti e perché “il mercato della pay-tv in Italia ha la minore penetrazione in Europa, 32% contro 60% e più”, questo secondo Genish dovuto alla mancanza di coperture della Fibra in alcune zone italiane.

   

Infine Genish si concentra sul rapporto di Tim con Vivendi, dichiarando che si potevano evitare dei conflitti non necessari e che “Vivendi ha commesso degli errori. Avevano, e hanno, buone intenzioni, una visione industriale di lungo periodo e sono pronti a investire. Certo avrebbero dovuto comunicare meglio le loro intenzioni per scongiurare percezioni errate”. Comunque Vivendi, secondo Genish, si dice pronta a ricominciare d’accapo, e che, dal 9 Aprile 2018, darà un segnale di questo cambiamento, quando presenterà la lista per il CDA. Inoltre, non teme la vittoria in assemblea da parte del fondo Elliott, definendola un ipotesi “irrealistica”.

Per quanto concerne, la sua strategia, varata a Marzo 2018, riguardo la separazione della rete, che secondo Genish entrerà nel vivo tra un anno, la convergenza di video, musica e giochi su un’unica piattaforma, afferma che se il CDA non lo dovesse appoggiare si dice pronto a fare un passo indietro.

Si ringrazia Davide per la segnalazione.






 

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