Vodafone sperimenta il primo sistema al mondo per il controllo e la sicurezza del traffico dei droni


Con un comunicato stampa, Vodafone ha annunciato oggi l’inizio della sperimentazione del primo sistema al mondo per controllare il traffico dei droni, attraverso un approccio basato sulla tecnologia dell’Internet Of Things (IOT) in 4G.

Le sperimentazioni avranno come obiettivo principale quello di trovare un metodo per proteggere gli aeromobili dal rischio di collisioni e per prevenire incursioni, siano esse volontarie o criminali, in luoghi particolarmente sensibili come aeroporti, prigioni e ospedali.

Vodafone chiarisce che i droni civili più diffusi in commercio sono troppo piccoli per essere tracciati con un radar convenzionale, rappresentando, con la loro capillare diffusione negli ultimi anni, gravi rischi per i piloti.

Inoltre, i droni hanno trovato impiego recentemente anche nelle attività criminali, specialmente nel contrabbando di stupefacenti. Per finire, i servizi di sicurezza e intelligence, temono che questi nuovi dispositivi possano essere sfruttati anche nel terrorismo internazionale, attraverso delle modifiche del telaio in grado di incorporare alcune cariche esplosive da guidare via GPS verso il bersaglio prestabilito.

   

Senza considerare gli scenari poco felici fin qui prospettati, il rischio più tangibile riguarda, ad oggi, gli aerei. Un’analisi svolta dal progetto SESAR (Single European Sky Air Traffic Management Research) indica che nei prossimi trent’anni, nelle aree più popolate dell’Unione Europea, si registreranno verosimilmente oltre 250 milioni di ore di volo di droni. Anche grazie a quest’analisi, l’EASA (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea) sta sviluppando nuove regole per l’utilizzo dei droni in Europa.

Andando più nel dettaglio, la tecnologia di Vodafone è un Radio Positioning System, chiamato anche RPS, per droni, che adopera un modem 4G e una SIM integrati nei dispositivi, al fine di permettere agli organismi autorizzati di monitorare in tempo reale i movimenti del drone, con margine d’errore minimo. Inoltre, gli operatori potranno attivare un controllo chiamato over-the-horizon, ovvero oltre la linea visiva, che permette di controllare i movimenti del drone anche qualora esso si trovi fuori dal campo visivo.

A ciò si aggiungono un sistema di geofencing protettivo, per allontanare automaticamente i droni da zone di esclusione prestabilite, come aeroporti e carceri, e un intervento di emergenza remoto, per permettere alle autorità di intervenire sul moto e sulla traiettoria del drone. Per finire, la suddetta integrazione di una SIM e di un modem 4G permette di registrare il proprietario e identificarlo elettronicamente in caso di azioni criminali.

Il vantaggio della localizzazione RPS è che i dati raccolti saranno molto più difficili da hackerare o falsificare rispetto ai più classici GPS. Per consentire il controllo e il monitoraggio di un numero molto elevato di droni, inoltre, l’RPS di Vodafone è stato combinato con algoritmi di Intelligenza Artificiale, e il risultato è stato reso di pubblico dominio, rinunciando quindi ai diritti di licenza per il riutilizzo.

Un test preliminare era stato effettuato nella fine del 2017, con un drone X-UAV da 2 chilogrammi e apertura alare di 1,3 metri, e per ben 32 chilometri il dispositivo ha trasmesso un feed video HD in tempo reale e dati di volo quali velocità, posizione RPS e coordinate GPS. Ulteriori test verranno ora programmati in Spagna e in Germania, con la seria intenzione di rendere il sistema disponibile per uso commerciale a partire dal 2019.

 

 

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