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Il governo francese ha deciso: vietati gli Smartphone nelle scuole elementari e medie per l’intera giornata scolastica

Il governo francese ha deciso: dall’anno prossimo sarà vietato l’utilizzo dei telefoni in classe per tutti gli studenti delle Scuole Elementari e Medie, come promesso da Emmanuel Macron durante la sua campagna elettorale.

Nel caso francese, la novità non riguarda tanto il divieto di utilizzo durante le lezioni, già in vigore dal 2010, quanto più in generale per l’intera durata della giornata scolastica, pause, intervalli e pranzi compresi.

Alcune critiche mosse dai genitori e dagli esperti hanno fatto emergere come in certe circostanze di emergenza, o per scopi strettamente didattici, lo smartphone possa rivelarsi utile per gli alunni. La linea promossa dal ministro dell’istruzione Jean-Michel Blanquer sembra puntare a un più morbido compromesso, che tenga conto della eccezioni precedentemente sottolineate, pur vincolando gli studenti a seguire il divieto. La prima ipotesi sembra quella di dotare le singole classi di armadietti dove depositare gli smartphone, per ritirarli solo a giornata conclusa.

All’origine della questione francese, vi sono delle stime ufficiali che sottolineano come negli ultimi anni ben 8 studenti su 10 vadano a scuola con il loro cellulare, mentre l’età media in cui un bambino è autorizzato ad avere un proprio smartphone si è abbassata a 9 anni.

Da qui, si apre la strada per una serie di considerazioni e valutazioni individuali che possono essere riferite al mondo intero, Italia compresa.

Infatti, già nel 2007 la circolare Fioroni aveva vietato l’uso del cellulare in classe, ma il consolidarsi della tecnologia degli smartphone ha permesso di rivalutare la questione, spingendo il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli a dichiararsi, questo settembre, favorevole al loro utilizzo in certi contesti controllati; si ritiene che da gennaio possano esser resi noti i risultati a cui è giunto un apposito consiglio consultato per definire delle linee guida per l’uso dei telefoni in classe.

Il giudizio dei cittadini si alterna tra la condanna definitiva e la critica moderata. In tanti sostengono come uno smartphone, con le sue decine di attività possibili con pochi tocchi, possa costituire una dannosissima fonte di distrazione per gli studenti, a prescindere dall’età, con il rischio di alimentare anche il recente fenomeno del cyberbullismo.

Un fronte meno radicale fa notare come lo smartphone sia lo strumento in grado di cavalcare più agevolmente l’evoluzione tecnologica che colpisce anche il settore dell’istruzione, permettendo agli studenti di elevare le proprie conoscenze, sotto la costante guida degli insegnanti e nei contesti più adatti.

C’è poi chi coglie l’occasione per criticare l’intero sistema scolastico moderno, poco adatto a stimolare la curiosità degli studenti, auspicando la fine delle lezioni frontali, per sperimentare tecniche più moderne e produttive.

Si giunge quindi all’inevitabile domanda: gli smartphone, nell’ambiente scolastico, comportano esclusivamente dannose distrazioni, mutilando le prospettive di acquisizione e assimilazione della lezione, oppure si prestano anche ad essere implementati per agevolare l’apprendimento e arricchire l’esperienza scolastica?

Lo smartphone, nella sua effettiva ambivalenza, va considerato principalmente come un passatempo alla lunga dannoso e alienante, o come il più comodo e completo vettore di conoscenza che sia mai stato ideato dall’umanità?

Si invitano i gentili lettori ad esporre il proprio pensiero nei commenti.

 

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