La Giornata Mondiale del Diabete sottolinea il ruolo preminente delle tecnologie mobili per combattere la malattia


Oggi 14 Novembre 2017 è la Giornata Mondiale del Diabete. Ieri, nella conferenza tenutasi a Milano, si è voluta ancora una volta enfatizzare la profonda e radicata interazione tra la medicina e la tecnologia alla portata dei pazienti.

Attraverso la voce delle maggiori associazioni impegnate attivamente nella cura del diabete, che solo in Lombardia ha colpito oltre mezzo milione di cittadini, è risultato di primaria rilevanza l’approccio moderno del personale medico italiano, il cui costante aggiornamento deve necessariamente abbracciare oggi anche i nuovi paradigmi della comunicazione mobile.

La International Diabetes Federation, nota con l’acronimo IDF, ha raccomandato di avvicinarsi al vasto universo delle App e ai principali portali aperti, dove sempre più spesso i cittadini italiani, in linea con il trend europeo, cercano consigli o semplice supporto morale durante le principali fasi della loro malattia.

Secondo le statistiche riportate, infatti, circa 6 italiani su 10 possiedono oggi uno smartphone con una connessione ad internet, e oltre la metà dei pazienti si è ritrovata almeno una volta ad utilizzare un proprio dispositivo per ricercare informazioni aggiuntive circa la propria patologia o per contattare il proprio medico. Ma la statistica che fa più riflettere riguarda quella percentuale compresa tra il 20% e il 30% dei malati che trovano su internet un affettuoso conforto per le proprie sofferenze, reso possibile oggi da un più semplice dialogo attraverso forum o gruppi specifici, che aiutano ad abbattere una complessa barriera incessantemente alimentata dal dolore.

   

Oltre a un valido strumento di sostegno al quale sarebbe opportuno invitare ogni paziente, il confronto, nel caso specifico del diabete, potrebbe assolvere al delicato compito di sensibilizzare la popolazione, spingendo verso la richiesta di una prima diagnosi, qualora siano presenti dei sintomi riconducibili alla malattia in questione. Infatti, si ritiene che oltre 150.000 residenti in Lombardia possano essere affetti da una forma di diabete, senza esserne tuttavia consapevoli.

Un dato indubbiamente preoccupante, ma arginabile attraverso uno scambio istantaneo di informazioni e una riduzione dei costi, anche pubblici, resi possibili attraverso il vasto ventaglio di opportunità disponibili in rete. Perché, se è vero che la “visita virtuale” non potrà completamente sostituirsi a quella tradizionale, è altrettanto facile concordare circa l’utilità del parere immediato di un esperto in casi in cui i tempi di attesa possano minacciare la salute del paziente.

 

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