Aldo Bisio Ceo di Vodafone Italia: dal 5G al sistema universitario e alle tecnologie del futuro


Sono tanti i temi trattati dall’attuale amministratore delegato di Vodafone Italia in un’intervista al Corriere della Sera, si spazia dall’università italiana, con un focus particolare su quella milanese, alle tecnologie del futuro, agli investimenti previsti dalla multinazionale inglese in Italia fino alla vittoria del  bando sulla sperimentazione del 5G a Milano

Aldo Bisio, laureato in ingegneria meccanica all’università di Genova, è amministratore delegato di Vodafone Italia dall’1° Gennaio 2014. E’ anche visiting professor al campus di Londra del ESCP, il secondo master di economia in Europa nel ranking del Financial Times.

Aldo Bisio, AD di Vodafone Italia

Definisce il sistema universitario una delle più grandi fabbriche di talenti al mondo, afferma che i giovani italiani sono curiosi, molto preparati e hanno tanta voglia di fare. Posiziona l’università di Milano tra le migliori d’Europa, al pari di Monaco, Stoccarda e Barcellona. Pone parecchia fiducia nei giovani, Bisio, tanto che alla provocazione del giornalista che lo definisce troppo ottimista sull’argomento, lui tira in ballo Churchill e si professa solamente realista.

   

«L’italia si sta portando al passo» questo è il suo pensiero sugli investimenti varati dal governo col piano industria 4.0, che a suo avviso porteranno a nuova occupazione.

Parla anche dell’Open Fiber, l’alternativa alla rete in rame sul quale si è avuto il coraggio di scommettere, che entro il 2022 porterà la fibra veloce nelle case di 9.5 milioni di italiani e successivamente si estenderà a quasi tutto il paese, anche alle aree di fallimenti di mercato. Alla domanda sull’utilità della rete veloce si dice contrario a chi afferma che non c’è domanda.

«Occorre avere il coraggio di realizzare l’infrastruttura indipendentemente dalla domanda, poi la domanda si genera in base alla qualità dell’offerta. Ci aspettiamo accada anche per il 5G»

E’ entusiasta in merito alla vittoria di Vodafone sulla sperimentazione del 5G a Milano, che definisce il più grande laboratorio 5G in Europa. Individua nella qualità dei 41 progetti presentati il motivo della vittoria affermando che spaziano dalla sanità alla sicurezza, dall’energia alle smart city, dall’auto ai trasporti, dall’education all’intrattenimento.

«Abbiamo messo insieme 28 grandi imprese di diversi settori industriali. Una grande partnership con il Politecnico di Milano. Entro il 2018 costruiremo un’infrastruttura che coprirà l’80 per cento di Milano e area metropolitana. La copertura sarà completata entro il 2019. Non ci sarà in Europa una città con un livello di copertura così elevato».

E’ convinto che la nuova infrastruttura porterà tanti investimenti da parte di realtà nazionali e non, rimetterà in gioco tutte le filiere produttive, sarà un’ ottima risorsa per la realtà aumentata, per l‘innovazione e l’ottimizzazione dei servizi pubblici diventerà quindi uno strumento fondamentale per le smart cities. Anche educazione e agricoltura ne trarranno giovamento.

Il 5G ridurrà i tempi di andata e ritorno del segnale che scenderanno dai 15 millisecondi attuali ai 2 millisecondi, addirittura supererà la velocità del cervello umano.

Ecco cosa dice a riguardo:

«Questo vuol dire che si potranno avere le macchine che si guidano da sole con una velocità di reazione inferiore a quella di un uomo. Lo stesso vale per un’operazione chirurgica a distanza. Lo stesso per l’interazione con i robot. Nei nostri laboratori tedeschi ho visto un esoscheletro che ha consentito ad un ragazzo di poter tornare a camminare. Quando si è alzato ha detto che la cosa più bella per lui era poter finalmente guardare negli occhi le persone».

Si tratta di un investimento superiore ai 90 milioni di euro da parte di Vodafone che Lancerà anche un Bando annuale Action for 5G per finanziare giovani e start up che faranno del 5G il fattore distintivo del proprio business. Un panel di esperti valuterà i progetti che potranno essere testati nell’Open Lab Lot di Vodafone.

Sul futuro prevede una Vodafone molto diversa da quella attuale con Milano che sarà il centro nevralgico dell’azienda. Anticipa la formazione di nuove alleanze e le possibili acquisizioni di start up e joint venture.

«Abbiamo l’obbligo di provarci. E’ una sfida cruciale che per Vodafone Italia, che conta circa 7 mila dipendenti diretti e un indotto di 25 mila persone, dà senso a tutto il nostro lavoro».

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