Incontro Genish-Calenda: dalla ripresa del dialogo al ruolo di Tim per la mediazione con le telco sulla fatturazione a 28 giorni


L’incontro che ha avuto luogo al Mise Giovedì 19 Ottobre 2017 tra Amos Genish e Carlo Calenda pare abbia portato e porterà, anche in futuro sui rapporti tra l’ex monopolista e il Governo, a degli esiti positivi. A solcare la strada potrebbe essere in prima misura il cambio di approccio: da un approccio oppositivo, avuto negli scorsi mesi soprattutto per il bando nelle aree bianche tra il Governo e l’ex amministratore delegato Flavio Cattaneo, si dovrebbe passare a un approccio costruttivo e “diplomatico”, teso a risolvere le questioni attraverso la discussione.

Questo riaprirebbe i giochi, soprattutto in virtù delle misure che il Governo intenderà assumere per vigilare l’attività di Telecom Italia e tutelare gli interessi dell’economia italiana in questo settore. Il primo atto dove questo dialogo arriverà sarà proprio la programmazione del piano industriale 2018-2020 di Telecom: un documento che sarà condiviso con il Governo in riguardo probabilmente alle aree di investimento della società. Uno dei prossimi incontri, come risultato dall’incontro, avrà per oggetto la visione del progetto che la dirigenza avrà prodotto.

Lo stesso Ministro ha definito l’incontro come il migliore da quando è Ministro, e cioè dal maggio del 2013, quando era amministratore delegato Marco Patuano, succeduto nel 2016 da Flavio Cattaneo.

L’aria di disgelo si è percepita anche durante il videoforum di Repubblicatv venerdì 20 ottobre u.s. Come già anticipato nell’intervista a “In mezz’ora” nella domenica precedente, l’auspicio è che si possa procedere allo scorporo della rete e alla costituzione di una rete neutrale. La società a questo proposta sarebbe quotata in Borsa e sottoposta a determinate norme, stando che non osta il fatto che anche Tim potrebbe appropriarsene e che non è ritenuto dal Ministro necessario l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti, la società gestita direttamente dal Ministero dell’Economia e della Finanza. Per questo il Governo ricorrerà al parere dell’Agcom, al fine di accertare se già attualmente la struttura di Telecom non minacci l’interesse economico nazionale. Non sembra che si provvederà invece allo scorporo di Sparkle.

   

A scenari di distensione si contrappone l’indiscrezione che “Il Sole 24 Ore” avrebbe pubblicato. Pare che Vivendi stia studiando il ricorso al tar Lazio contro le prime misure di assetto dirigenziale imposte dal Governo per il golden power. Se congiuntamente al comunicato che proclamava la creazione della joint venture tra Tim e Canal+ la società  si era dichiarata disposta a “ogni utile confronto in uno spirito di piena collaborazione, fermi restando gli interessi aziendali”, la società francese sembra aver ragionato che pur decidendo di vendere la propria partecipazione in Tim dopo quanto minacciato dal Governo a fine luglio, la vendita sarebbe stata condizionata nei confronti di un ente gradito al Governo. Questo sarebbe il motivo per cui Vincent Bolloré starebbe provvedendo al ricorso.

Vincent Bolloré, presidente di Vivendi

L’incontro però sembra aver avuto risultati positivi anche per le questioni generali di mercato. Tim si sarebbe resa disponibile per agire da mediatore fra telco e Governo per quanto riguarda la fatturazione a 28 giorni. Se l’intervento di Amos Genish sarà produttivo nei confronti degli altri operatori, potrebbe addirittura non essere necessaria l’approvazione di una legge, come affermato da “Corrierecomunicazioni.it“.

Il vero e proprio risvolto dell’incontro, sarebbe una vera e propria alleanza tra Tim e Governo, che potrebbe portare addirittura a regolare alcuni meccanismi scorretti del libero mercato in Italia. Il ruolo di Tim in questo scenario potrebbe essere essenziale, ma occorrerà aspettare che i risultati confermino i buoni propositi.






 

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