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IT-alert, ecco il calendario dei nuovi test: dal 12 Settembre 2023 in tutte le altre regioni

Dopo aver effettuato i primi test nelle settimane scorse in alcune regioni, la Protezione Civile ha reso noto il calendario delle nuove sperimentazioni di IT-alert, il nuovo sistema di allarme pubblico nazionale di cui si sta dotando l’Italia grazie alla tecnologia cell broadcast, che dal 12 Settembre 2023 coinvolgeranno progressivamente tutte le altre regioni italiane.

Le date delle nuove sperimentazioni di IT-alert in tutto il resto del territorio italiano sono state annunciate oggi, 2 Agosto 2023, dopo che già nelle settimane scorse era stato preannunciato che le attività di test sui territori a sarebbero ripartite da Settembre 2023.

Questi nuovi test arrivano dopo le sperimentazioni nelle prime regioni pilota, in quanto IT-alert è stato già provato prima in Toscana il 28 Giugno 2023, poi in Sardegna il 30 Giugno 2023in Sicilia il 5 Luglio 2023in Calabria il 7 Luglio 2023 e infine in Emilia Romagna il 10 Luglio 2023.

Invece, a partire da Martedì 12 Settembre 2023, ripartiranno le attività di test di IT-alert in tutte le altre regioni d’Italia, secondo il seguente calendario delle date al momento previste:

  • 12 Settembre 2023 in Campania, Friuli Venezia Giulia e Marche;
  • 14 Settembre 2023 in Piemonte, Puglia e Umbria;
  • 19 Settembre 2023 in Basilicata, Lombardia e Molise;
  • 21 Settembre 2023 nel Lazio, in Valle d’Aosta e Veneto;
  • 26 Settembre 2023 in Abruzzo, Liguria e nella Provincia Autonoma di Trento (Trentino Alto Adige);
  • 13 Ottobre 2023 nella Provincia Autonoma di Bolzano (Trentino Alto Adige).

Dunque, Campania, Friuli Venezia Giulia e Marche saranno le prime regioni coinvolte dai nuovi test, mentre entro Ottobre 2023 saranno toccate tutte le altre. Rispetto alle prime sperimentazioni, in quasi tutte le giornate di questa seconda fase di test saranno coinvolte tre regioni alla volta.

Come sottolineato dalla Protezione Civile, le date indicate nel calendario attualmente previsto potrebbero subire variazioni nel caso in cui i sistemi di protezione civile regionali dovessero essere impegnati in attività per eventuali allerte che dovessero essere in atto in quei giorni o per situazioni di emergenza.

Come già successo nei primi test, durante il giorno stabilito per ogni regione, intorno alle ore 12:00 sui cellulari, accesi e con connessione telefonica, di coloro che si troveranno nell’area coinvolta riceveranno il messaggio di test.

test IT-alert calendario regioni

Il messaggio che viene inviato durante questi test è accompagnato da un suono di allarme ad alto volume, seguito in alcuni casi anche da una sintesi vocale che ripete quanto scritto, sia in italiano che in inglese. Inoltre, il testo del messaggio sperimentale rinvia alla compilazione di un questionario sul sito ufficiale di IT-alert, per fornire feedback e segnalare eventuali malfunzionamenti.

Infatti, gli obiettivi di questa attività sono fare conoscere il nuovo sistema alle persone che potrebbero essere coinvolte in situazioni di emergenza quando IT-alert sarà operativo, verificarne il funzionamento in relazione alle diverse tipologie di telefono e di sistemi operativi e raccogliere indicazioni dagli utenti, tramite un questionario, per implementare il servizio (collaborando anche con gli operatori di rete mobile).

Per ricevere i messaggi IT-alert, anche quelli di test, non è necessario compiere alcuna azione o scaricare alcuna app. Anche nel caso in cui la voce IT-alert (presente nei vari dispositivi nella sezione avvisi di emergenza) dovesse essere disattivata, i messaggi sia durante i test sia quando il sistema sarà operativo arriveranno ugualmente sui dispositivi poiché verrà utilizzato il livello massimo di azione per l’invio.

La notifica del messaggio IT-alert sui dispositivi dipende anche dal modello di cellulare o smartphone, dal sistema operativo e della versione installata. In alcuni casi, infatti, può comportare problemi nella ricezione dei messaggi l’utilizzo di una vecchia versione del sistema operativo.

Grazie alla tecnologia cell broadcast, letteralmente “trasmissione tramite celle”, che consente di inviare messaggi a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, capaci di delimitare un’area il più possibile corrispondente a quella interessata, le notifiche arrivano anche in casi di campo limitato o in casi di saturazione della banda telefonica, senza alcuna ripercussione sui livelli di privacy impostati.

Questa tecnologia consente infatti di mandare messaggi in modo unidirezionale, senza la possibilità per gli operatori telefonici di ricevere risposte e sapere con certezza i cellulari che sono stati effettivamente raggiunti: chi invia l’informazione non detiene alcun dato in merito ai dispositivi, neppure il numero di telefono.

Questo servizio è basato sul cosiddetto “accampamento” dei telefoni nel raggio di copertura delle antenne che vengono attivate: al momento dell’invio della notifica, tutti i dispositivi accesi e con connessione telefonica agganciati alle antenne selezionate riceveranno il messaggio.

Il nuovo sistema di allarme pubblico, che dopo il completamento delle sperimentazioni in tutte le Regioni d’Italia sarà operativo nel 2024, è previsto dalla Direttiva UE 2018/1972 del Parlamento e del Consiglio Europeo dell’11 Dicembre 2018, che ha istituito il codice europeo delle comunicazioni elettroniche in caso di gravi emergenze e catastrofi imminenti.

In Italia, al momento, la Direttiva del 7 Febbraio 2023 del Ministro della protezione civile e delle politiche del mare prevede, nell’ambito delle competenze del Servizio nazionale della protezione civile, 6 casi per i quali potrà essere impiegato una volta terminata la sperimentazione:

  • maremoto generato da un sisma;
  • collasso di una grande diga;
  • attività vulcanica, relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli;
  • incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica;
  • incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 (Direttiva Seveso);
  • precipitazioni intense.

Conclusa la sperimentazione, il nuovo sistema di allerta andrà ad integrare le modalità di informazione e comunicazione già previste per informare la popolazione: IT-alert non sostituisce tutti gli altri strumenti di informazione d’emergenza, anche e soprattutto a livello locale, ma vi si affianca, nella convinzione che una comunicazione inclusiva e rivolta a tutti non possa che essere multicanale.

Quando sarà attivo, il messaggio IT-alert inviato in caso di emergenza, oltre ad emettere un suono di allarme, nel testo indicherà il mittente, il motivo per cui è stato inviato e le azioni raccomandate con urgenza.

Editing Simone Nicolosi

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