TIM: il 21 Ottobre 2019 CdA per la nomina del nuovo Presidente. Asati scrive al Governo


Si avvicina la riunione del CdA di TIM, fissata per lunedì 21 Ottobre 2019, data in cui dovrà essere nominato il nuovo Presidente in seguito alle dimissioni di Fulvio Conti. Intanto, ASATI ha scritto una lettera al Governo auspicando ancora una volta la nascita di una rete unica e neutrale.

Nelle ultime settimane, si sono susseguiti numerosi nomi dei possibili successori di Conti, ma non è giunta nessuna notizia ufficiale. Quel che è certo è che nella riunione di lunedì il Consiglio di Amministrazione dovrà scegliere un Presidente, vista la convocazione del Comitato nomine di TIM per questo venerdì pomeriggio.

Per il momento, in questa frase transitoria, la presidenza è stata occupata da Michele Valensise, in quanto Consigliere più anziano.

Le dimissioni di Fulvio Conti, rassegnate il 26 Settembre 2019, non sono tuttavia giunte inattese. Già due settimane prima, l’ex Presidente di TIM si era dichiarato disponibile a lasciare la carica, alla luce “del rinnovato clima di fiducia e collaborazione all’interno del Consiglio e tra gli azionisti”.

   

Secondo Conti, il board di TIM ha ormai raggiunto una maggiore stabilità che permetterà di creare valore per tutti gli stakeholders; in quest’ottica, le sue dimissioni sono state presentate come “un passo indietro” per migliorare ulteriormente gli equilibri societari.

Fulvio Conti TIM Presidente

Fulvio Conti, ex Presidente di TIM dimessosi il 26 Settembre 2019

Nel frattempo, ASATI, l’Associazione dei piccoli Azionisti di Telecom Italia, ha scritto una lettera al Governo per promuovere lo sviluppo di una rete unica e neutrale che fornisca una maggiore crescita, competitività e produttività all’intero sistema Paese.

Secondo l’Associazione, che conta circa 8800 azionisti, di cui 6800 dipendenti e 2000 esterni alla società, il passaggio dal rame alla fibra richiede degli investimenti ingenti, che potranno garantire un ritorno solo nel lungo periodo. Nel caso di una duplicazione degli stessi, soprattutto nelle principali aree metropolitane, il rischio è che emergano delle importanti diseconomie a danno dell’intero settore.

Al contrario, ASATI ritiene che una rete unica e neutrale attraverso la convergenza tra TIM e Open Fiber possa offrire parità di accesso e abiliterebbe nuovi servizi, permettendo all’Italia di ridurre il suo divario digitale ultrabroadband rispetto ad altri Paesi europei, che si trovano già vicini agli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale.

Per questa ragione, l’Associazione ha evidenziato come la gestione della rete unica richieda una governance più unita, in grado di superare le divergenze dei due principali azionisti, accusati di aver in passato danneggiato anche i titoli dell’azienda. ASATI auspica dunque che nel CdA di lunedì 21 Ottobre 2019 venga nominato un Presidente “dotato di alta e riconosciuta professionalità e competenza, nell’ambito del settore TLC, in grado di garantire una più efficace governance per ristabilire un CdA unito e compatto al fine di supportare al meglio le sfide che la società si accinge ad affrontare”.

Per finire, vengono citate le linee guida della recente legge n. 136 del 17 Dicembre 2018, che prevede, tra le altre cose, dei meccanismi incentivanti di remunerazione del capitale investito nel caso di aggregazione volontaria dei beni relativi alla rete di accesso.

 

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