Iliad in Francia: confermata sanzione di 100.000 euro da parte dell’AMF per il caso T-Mobile


Dopo il reclamo dell’AMF francese ricevuto dal Gruppo Iliad e dal Presidente Maxime Lombardini, è stata oggi confermata la sanzione dell’Autorité des marchés financiers, per la condotta di abuso di mercato attuata nel 2014, nel corso della trattativa con T-Mobile. La sanzione ammonta a 100.000 euro per Iliad e 600.000 euro per Maxime Lombardini.

Tutte le violazioni riscontrate riguardano, come accennato, il processo di acquisizione di T-Mobile. Nello specifico, Iliad avrebbe atteso fino al 31 Luglio 2014 per divulgare le informazioni relative al progetto, che erano già note dal 2 Luglio 2014.

In quell’intervallo temporale, Maxime Lombardini aveva trattato alcune azioni della società attraverso una condotta pienamente configurabile come insider trading, dal momento che la divulgazione dei dati a disposizione di Iliad avrebbe certamente influito sull’andamento del titolo nel mercato azionario.

Attendendo di divulgare le informazioni fino al 31 Luglio 2014, inoltre, Iliad non avrebbe considerato che la riservatezza delle stesse potesse venire minacciata. Per questa ragione, il Gruppo non avrebbe ottemperato ai suoi obblighi di comunicazione al pubblico.

   

Maxime Lombardini, attuale Presidente di Iliad e Direttore Generale all’epoca dei fatti.

Per quanto concerne invece la posizione del Gestore del fondo che aveva seguito il Gruppo nelle prime fasi dell’operazione, l’Autorité des marchés financiers, tenuto conto di quanto specificato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalle specifiche circostanze del caso, ha deciso di lasciar cadere le accuse. Secondo l’AMF, infatti, la vendita di azioni da parte del fondo trova giustificazione anche sulla base di ragioni diverse rispetto al possesso di informazioni strettamente riservate.

La sanzione dell’AMF è stata però ridotta rispetto a quanto inizialmente prospettato: nel suo primo reclamo formale pubblicato negli ultimi  giorni di Marzo 2019, l’Autorità francese aveva fatto riferimento a una multa di 500.000 euro per Iliad e di un milione di euro per Maxime Lombardini, attuale Presidente del Gruppo e Direttore Generale all’epoca dei fatti.

Iliad aveva risposto ufficialmente con un comunicato dopo la ricezione del reclamo formale, affermando che il Gruppo e il Presidente ritenevano le accuse totalmente infondate. Al momento, invece, non è stata rilasciata nessuna nota in relazione alla conferma della sanzione.

La vicenda della tentata acquisizione di T-Mobile si è protratta per tutta l’estate del 2014, fino al mese di Ottobre. L’azienda ha comunicato il 31 Luglio 2014 di aver depositato un’offerta per la partecipazione maggioritaria nel capitale sociale dell’operatore americano, appartenente a Deutsche Telekom.

Nello specifico, l’offerta prevedeva l’acquisizione del 56,6% del capitale sociale, per una cifra di circa 15 miliardi di euro. Per finanziare l’acquisizione, Iliad aveva deciso di appoggiarsi a un finanziamento e a un aumento di capitale.

Tuttavia, nel momento in cui Iliad rendeva pubblica la sua proposta (come accertato, con evidente ritardo), T-Mobile si trovava già in una fase di contrattazione avanzata con Sprint, che venne però abbandonata il 6 Agosto 2014.

Gli azionisti dell’operatore americano non erano interessati a cedere la loro partecipazioni alle condizioni proposte dagli interessati. Così, Il 13 Ottobre 2014, dopo aver leggermente ritoccato la sua proposta, senza successo, Iliad aveva comunicato di non essere più interessata all’acquisizione.

 

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