Il Comune di Roma nega l’installazione di alcune antenne Iliad. L’Antitrust ricorre al TAR


Nell’ambito della costruzione della sua rete mobile proprietaria, il nuovo quarto operatore di rete italiano, Iliad, ha provveduto nel tempo ad avanzare le richieste di autorizzazione ai vari comuni, tra cui Roma Capitale. In alcuni casi, sebbene si trattasse di installazione su impianti esistenti, gli uffici del comune capitolino avevano negato le autorizzazioni.

Sulla vicenda è intervenuta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), chiedendo che vengano rimossi gli ostacoli burocratici in quanto questi sarebbero illegittimi e violerebbero le norme a tutela della concorrenza e del mercato.

La vicenda è emersa grazie alla pubblicazione, in data odierna, 8 Aprile 2019, sul sito ufficiale dell’Antitrust dell’ultimo Bollettino settimanale (14/2019) dove l’Autorità ha illustrato il suo parere sulla vicenda, espresso nell’adunanza del 12 Dicembre 2018.

Il contenzioso riguarda in particolare tre atti di diniego alle richieste di autorizzazione alla realizzazione di impianti di rete mobile che Iliad ha formulato dopo un “travagliato iter procedimentale” che ha di fatto bloccato per oltre un anno la realizzazione delle infrastrutture di rete necessarie all’operatore.

   

Gli impianti interessati dalle mancate autorizzazioni dovevano realizzarsi nei siti di Via dei Giuochi Istmici, Via Alberto Bergamini e in Via Alberico Albricci, situati nel territorio di Roma Capitale (Municipi Roma IV e XV).

In tutti e tre i casi si trattava di installare impianti su strutture già esistenti, poiché Iliad, in molti casi, eredita gli impianti liberati da Wind Tre a seguito della fusione tra Wind e H3G. Inoltre, evitando la creazione di nuovi impianti, si sarebbero rispettate le norme che favoriscono il co-siting.

L’operatore aveva cominciato a presentare al Dipartimento PAU (Programmazione e Attuazione Urbanistica) della Capitale la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per ognuno di questi tre nuovi impianti già tra il 22 Settembre ed il 27 Ottobre 2017.

Il Comune di Roma, in attuazione dell’articolo 8, comma 6, della Legge Quadro, ha adottato, con la Delibera dell’Assemblea Capitolina n. 26/2015, il “Regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile”, che regola l’installazione degli impianti telefonici sul comune capitolino.

Il Regolamento, nell’ambito dell’articolo 4, denominato “Divieto di installazione degli impianti”, prevede: limiti distanziali ad una distanza di 100 metri da determinati siti sensibili; la delocalizzazione dei siti precedenti; un meccanismo di deroga connessa alle necessità di comunicazione connesse alle attività del singolo sito sensibile;

Proprio sull’articolo 4 del Regolamento del Comune di Roma si sono incentrate le osservazioni negative del Dipartimento PAU, che dopo circa un mese dalle richieste comunicava la presenza di siti sensibili entro i 100 metri dagli impianti, in un caso se ne riscontrava addirittura la “probabile presenza”, poi verificata con “ragionevole approssimazione” dagli uffici competenti.

Iliad, facendo notare la preesistenza dei siti di trasmissione, richiedeva di ottenere l’indicazione di siti alternativi dove installare i propri impianti. Dopo alcuni mesi, però, gli uffici di Roma Capitale non avevano ancora dato all’operatore precise indicazioni, il quale aveva diffidato il Comune a prendere una decisione, altrimenti avrebbe dato seguito alle installazioni.

Nel mese di Ottobre 2018, dopo circa un anno dall’inizio dei procedimenti, il Dipartimento PAU del Comune di Roma negava tutte e tre le autorizzazioni, sollecitando gli uffici tecnici dei Municipi interessati ad individuare delle localizzazioni alternative.

Secondo il parere dell’Autorità, gli atti amministrativi in questione costituiscono un illegittimo diniego all’installazione degli impianti, in quanto non hanno permesso – ad un anno dalla presentazione della SCIA – l’installazione degli impianti di telecomunicazione e quindi la copertura del servizio di rete, anche mediante l’applicazione di una deroga ai limiti di localizzazione, integrando una violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato”.

Inoltre, secondo l’Antitrust, il problema che ha riguardato Iliad potrebbe ripresentarsi anche in altre occasioni con altri operatori, in quanto il Regolamento adottato dal Comune di Roma potrebbe essere suscettibile di “determinare rilevanti restrizioni concorrenziali che rischiano di compromettere la prestazione dei servizi di telecomunicazione ai consumatori e alle imprese, lo sviluppo delle reti di comunicazione elettronica degli operatori nuovi entranti e l’impiego di nuove tecnologie, quali le tecnologie mobili 5G.

Questo perchè il “Piano territoriale della telefonia mobile”, previsto dall’articolo 6 del Regolamento del Comune di Roma, non è stato ancora adottato, per cui non appare possibile una “delocalizzazione degli impianti esistenti, poiché non vi è un’indicazione degli impianti che dovrebbero essere delocalizzati”.

Questo, secondo l’Antitrust, comporta un duplice profilo discriminatorio e lesivo della concorrenza: da un lato agli operatori storici non verranno applicati i limiti distanziali previsti dal Regolamento, con la conseguenza che i loro impianti resteranno ubicati dove sono già presenti; dall’altro lato, i nuovi operatori non avranno gli strumenti necessari per definire un piano della rete che tenga conto dei limiti previsti dallo stesso Regolamento.

L’Autorità aveva dunque invitato il Comune di Roma a predisporre delle azioni concrete al fine di rimuovere le restrizioni ingiustificate evidenziate in precedenza connesse agli atti e regolamenti, in contrasto con la richiamata normativa nazionale e comunitaria relativa all’installazione di impianti di telecomunicazione”.

Roma Capitale, in seguito alla ricezione del parere dell’Antitrust, ha inviato le sue osservazioni in data 15 Febbraio 2019, non rispondendo però sul merito degli atti in questione e ritenendo legittimo il proprio Regolamento sull’installazione di impianti di telefonia mobile.

Pertanto, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 20 Febbraio 2019, ha deliberato di impugnare davanti al TAR competente gli atti riguardanti le autorizzazioni per gli impianti Iliad a Roma, poichè da parte di Roma Capitale non c’è stato l’adeguamento normativo richiesto.

 

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