Tim

Il Collegio sindacale di TIM sulla denuncia di Vivendi: nessuna violazione da parte del CdA

Il Collegio Sindacale di TIM ha risposto a Vivendi, in seguito alla denuncia e all’Addendum che ne ha fatto seguito, negli ultimi giorni di Gennaio 2019, chiarendo alcuni punti rilevanti con riferimento alla convocazione dell’assemblea da parte del socio francese.

Con riferimento alla richiesta, il Collegio Sindacale ha valutato il complessivo processo che ha condotto il Consiglio di Amministrazione di TIM a convocare un’unica assemblea degli azionisti per il 29 Marzo 2019, includendo anche gli argomenti di cui Vivendi aveva chiesto separata trattazione. Secondo il Collegio non sussisterebbero però “i presupposti per esercitare i poteri vicari di convocazione di una specifica assemblea ex art. 2367”.

Dunque, il Collegio non ravvisa alcuna violazione da parte del Consiglio di Amministrazione, ma si riserva di rivedere le sue attuali considerazioni qualora l’esito delle attività istruttorie possa fornire nuovi elementi fino ad ora inediti.

La notizia è stata comunicata da una nota ufficiale elaborata dal Collegio Sindacale oggi, 4 Febbraio 2019, a pochi giorni di distanza dall’ultimo scontro tra i soci Elliott e Vivendi. I francesi hanno suggerito che il colpevole della riduzione del valore dei titoli di TIM possa essere proprio il fondo americano, con la sua governance ampiamente criticata. E le recenti mosse del fondo, volte ad incrementare la partecipazione nel capitale azionario della società, sono state valutate da Vivendi come semplice speculazione da parte di un socio senza alcuna visione di lungo periodo.

La denuncia al Collegio Sindacale, inoltrata anche alla Consob, si basava sugli articoli 2406 e 2408 del codice civile e sull’articolo 149 del TUF. Quest’ultimo disciplina i doveri del collegio sindacale, che deve vigilare anche sull’osservanza dela legge e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione societaria.

Tra le attività ritenute censurabili da Vivendi, si fa riferimento in primo luogo all’impairment test che Elliott avrebbe sfruttato per attaccare la figura di Amos Genish e, secondariamente, alle modalità con cui il CEO è stato sfiduciato, con una mossa che avrebbe costituito “un rovesciamento della volontà dei soci”.

Nel caso in cui il Collegio Sindacale avesse riscontrato effettive violazioni degli articoli, allora avrebbe dovuto immediatamente convocare l’assemblea dei soci. Ma stando a quanto riportato dal documento pubblicato da TIM, non risulterebbe ancora alcuna violazione.

Unisciti gratis al canale @mondomobileweb di Telegram per rimanere aggiornato sulle ultime novità della telefonia.

Seguici anche su Google News, Facebook, Twitter e Instagram. Condividi le tue opinioni o esperienze nei commenti.

Ti potrebbe interessare

Back to top button