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Tim: il CdA nel 2019 ripartirà dai revisori e da una nuova controversia sulla governance

L’ambizione di convocare un’assemblea straordinaria per far decadere la maggioranza di Elliott all’interno del consiglio di amministrazione di Tim si è dimostrata incontenibile anche nei fatti. Dopo la calma apparente trasmessa in via ufficiale dopo il Consiglio di Amministrazione del 6 Dicembre 2018, Vivendi sta cercando di ottenere quanto desidera.

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Stando a quanto si apprende da un comunicato, il Consiglio di Amministrazione di Tim si è riunito oggi per avviare un’istruttoria sulla richiesta di Vivendi dello scorso 14 Dicembre 2018 di convocare un’assemblea straordinaria dei soci, fissando al 14 Gennaio 2019 la data per un’ulteriore deliberazione in merito.

L’istanza di Vivendi ha ad oggetto la revoca dell’incarico a cinque consiglieri su dieci espressi da Elliott. La scelta dei nomi da parte dei francesi attiene a coloro che sono stati maggiormente coinvolti nei problemi di governance, sebbene il socio di maggioranza non abbia fornito una chiara motivazione. Si tratta di Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini e Paola Giannotti de Ponti.

Contestualmente Vivendi ha proposto la sua cinquina, quasi totalmente composta da manager di nazionalità italiana. Tale scelta, insieme probabilmente a quella di non coinvolgere anche il nome di Luigi Gubitosi, attuale CEO della società, è coerente con l’indirizzo che il governo auspica per Tim.

La proposta della revoca dei consiglieri di Elliott è accompagnata nell’ordine del giorno anche dalla richiesta di conferimento dell’incarico di revisore dei conti per il periodo 2019-2027. Una questione che passa in secondo piano ma che desta ugualmente dei dubbi, dato che la trattazione dell’argomento era stata già fissata al 17 Gennaio 2019.

È chiaro tuttavia che i francesi siano ormai determinati a recuperare il controllo della società dopo il tornado che Elliott ha innescato nella scorsa primavera. Se un simile obiettivo dovesse essere centrato, tuttavia, il socio dovrebbe essere disposto a cambiare radicalmente approccio, a partire dal progetto sulla rete che, almeno in via ufficiale, sembra aver raccolto i pareri favorevoli delle diverse parti in causa.

Non ci sarà quiete neanche durante il Natale per la governance di Tim. Ad anno nuovo l’organo principale per la definizione delle strategie aziendali dovrà ricominciare a discutere su questa nuova proposta avanzata da Vivendi, proseguendo la fase apertasi dall’assemblea dei soci del 4 Maggio 2018.

 

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