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Al via Confiscati Bene 2.0, portale della trasparenza sui beni confiscati alle mafie

E’ online da oggi, 20 Novembre 2018, Confiscati Bene 2.0: il primo portale che permette al cittadino di monitorare la presenza di beni confiscati alle mafie e le modalità con cui questi beni verranno riutilizzati e riqualificati. Il portale web è realizzato dall’Associazione Libera con la collaborazione di OnData e Fondazione Tim.

L’Associazione Libera, attiva sul territorio nazionale dal 1995, funge da rete di aggregazione di varie associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout tutte accomunate dall’obiettivo comune della lotta alla criminalità organizzata. Libera ormai da vent’anni promuove l’obiettivo della lotta alle mafie con diverse campagne volte non solo alla sensibilizzazione del pubblico, ma anche alla partecipazione attiva dei cittadini che abbiano a cuore i temi della legalità e della lotta al sistema mafioso.

La rete di soggetti legati a Libera conta sul territorio italiano 20 coordinamenti regionali, 82 coordinamenti provinciali e 278 presidi locali. L’associazione è presente anche oltre i confini italiani con 80 organizzazioni internazionali aderenti al network di Libera Internazionale, in 35 Paesi d’Europa, Africa e America Latina.

In un comunicato stampa redatto oggi 20 Novembre 2018, è stato annunciato il lancio di Confiscati Bene 2.0. Realizzata in collaborazione con OnData e Fondazione Tim, Confiscati Bene 2.0 è una piattaforma web basata su tecnologie Open-Source, essa raccoglie al suo interno oltre 700 pratiche di riutilizzo istituzionali e sociali, che possono ispirare proposte di ulteriori nuovi progetti inerenti al riutilizzo e la riqualificazione dei beni confiscati alle criminalità organizzate.

La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla legge 109 del 1996, secondo la quale i beni confiscati, una volta sottratti alle organizzazioni criminali, vengono riutilizzati a fini sociali mediante l’assegnazione a soggetti come Associazioni, Cooperative, Comuni, Province e Regioni, che li restituiscono alla collettività per valorizzarli e riqualificare il contesto culturale, sociale e urbano del territorio colpito dalla presenza della criminalità organizzata.

Tutte le informazioni all’interno del sito web sono aperte al pubblico, trasparenti e fruibili da chiunque volesse consultare non soltanto i dati riguardanti i beni confiscati, ma anche la direzione scelta per la loro riqualifica. Una mappa italiana dettagliata presente all’interno del portale guida l’utente nella ricerca delle zone più o meno dense di beni confiscati, segnala la loro presenza in loco, permettendo anche di interagire con l’Associazione stessa in prima persona proponendo nuove idee o chiedendo ulteriori informazioni riguardo alle unità già censite. Sono varie le infografiche presenti all’interno del sito che donano all’utente che ne fruisce uno sguardo a 360° sulla ricollocazione culturale e sociale delle unità confiscate alle mafie.

Il portale è stato presentato oggi a Roma presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, nel corso di un incontro che vanta la presenza, tra gli altri, di Franca Imbergamo (Sostituto Procuratore Nazionale della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo), Simona De Luca (Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri), Stefano Caponi (Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata), Loredana Grimaldi (Direttore Generale di Fondazione TIM), Davide Pati (Associazione Libera), Andrea Borruso (Presidente Associazione OnData) e Gianpiero Cioffredi (Presidente Osservatorio sulla legalità e la sicurezza della Regione Lazio).

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