Da Tim al Milan: il successo degli agguati del fondo pigliatutto Elliott


La notizia degli ultimi giorni relativa all’appropriazione dell’A.C. Milan da parte del fondo Elliott,  è l’ultima delle azioni su cui si basa ormai da 41 anni l’azione del fondo di investimento.

La sede dell’A.C. Milan

In un periodo dell’anno in cui ci si aspetta che siano i calciatori ad essere oggetto delle trattative, il club più titolato al mondo è passato in mano ad Elliott dopo il processo di escussione del pegno che gravava sul denaro anticipato dal fondo per l’acquisto della società per mano del cinese Yonghong Li.

In molti considerano questo assalto all’area di rigore dell’avversario in inferiorità numerica (o economica, in questo caso) come l’ultima delle operazioni messe a segno dal colosso di Paul Singer.

Paragonato all’avvoltoio, abituato alla cerca del primo animale visibile che mostri evidenti segni di vulnerabilità o, meglio ancora, da saprofago, di una carcassa, il fondo Elliott comincia adesso il percorso di valorizzazione del Milan che i tifosi vogliono che coincida con un ritorno anche ai successi sul prato erboso.

   

Dipenderà da Elliott la durata di quanto durerà il comando del Milan. Se la logica dell’avvoltoio prevarrà è possibile che la società sia ceduta nel giro di pochi anni (sebbene ciò potrebbe dipendere anche dalla pronuncia del Tribunale di Lussemburgo su quanto contestato da Li circa il reale valore della società), se invece alla sua base ci sarà davvero l’intenzione di condurre un progetto a lungo termine è più probabile che si verifichi quanto messo per iscritto nel comunicato ufficiale di qualche giorno fa:

La visione di Elliott per il Milan è chiara: creare stabilità finanziaria e di gestione; ottenere successi di lungo termine cominciando dalle fondamenta, assicurandosi che il club sia adeguatamente capitalizzato; e condurre un modello operativo sostenibile che rispetti le regole della Uefa sul financial fair play

La sala dei trofei del Milan

L’assalto al Milan sembra essere il copione di quanto Elliott ha fatto in passato in altri contesti, come accaduto con l’Argentina in default ad inizio millennio. Il fondo aveva acquistato una cospicua quantità di Tango Bond, e dopo aver lottato nelle aule giudiziarie per 15 anni, ha ottenuto il 1.600% in più di guadagno. Negli ultimi mesi è stata la volta della scalata azionaria in Tim, dove Elliott ha ottenuto la maggioranza dei seggi nel consiglio di amministrazione.

Squadra che vince non si cambia, ma in attesa dei risultati, Elliott fiuta e, come nella variante del gioco della scopa, piglia tutto.

 

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