Risultati consolidati del primo trimestre del 2018 di Wind Tre: ricavi e base clienti ancora in calo, ma le sinergie operative iniziano a funzionare


I risultati della fusione tra Wind e Tre, presentati dal bilancio riepilogativo del 2017, hanno palesato una seria contrazione dei ricavi, pari al 4.5%, e una riduzione di 83 milioni di euro (-9,8%) dalla vendita di dispositivi di connessione alla rete di trasmissione geografica, o CPE.

Un documento ufficiale di Wind Tre riporta adesso i risultati consolidati del primo trimestre del 2018. Una prima nota positiva riguarda la generazione di cassa operativa, cresciuta del 2.8% rispetto ai primi mesi del 2017, e che si attesta ora a 285 milioni di euro. L’EBITDA ha invece subito una contrazione nei primi mesi del 2018, mentre il bilancio del 2017 lo valutava in crescita dell’1.2% circa, grazie alla riduzione dei costi operativi.

Negli ultimi mesi del 2017, Wind Tre è inoltre riuscita a rinegoziare le fonti di finanziamento. Ciò ha contribuito a ridurre il costo del debito al 2.7%. Gli oneri finanziari di questo primo tremestre sono diminuiti infatti del 39.5% e sfiorano i 104 milioni di euro.

Jeffrey Hedberg, CEO di Wind Tre

Il comunicato dell’11 Maggio 2018 rende noto che, come intuibile, la forte competitività nel mercato delle telecomunicazioni, registrata già a partire dalla seconda metà del 2017, ha caratterizzato anche il primo tremestre del 2018. I ricavi complessivi si sono ridotti dell’8.9% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. Anche i ricavi dei servizi sono diminuiti del 7.1%, e quelli relativi alla vendita degli smartphone del 13.3%. Tuttavia, grazie al consolidamento delle sinergie dei costi operativi, l’operatore è riuscito a raggiungere, nonostante la contrazione dell’EBITDA, un margine pari al 36.1%.

   

Wind Tre ha prevalentemente investito nel consolidamento della sua rete mobile, riportando investimenti totali per un ammontare di 244 milioni di euro.

Al 31 marzo del 2018, i clienti mobili totali di Wind Tre sono circa 29,2 milioni, il 66% dei quali utilizza servizi dati. L’ARPU mobile è di 10,80 euro al mese, mentre la componente dati si attesta a 5,70 euro al mese. Come avevamo già riportato nel bilancio del 2017, la base clienti era passata dai 31,3 milioni di utenti del 2016 ai 29,5 milioni nel 2017. Considerando la contrazione di questo trimestre, la fusione ha quindi fatto perdere, ad oggi, circa 2,1 milioni di utenti.

Nella telefonia fissa i clienti sono pari a 2.7 milioni, e i clienti fibra sono più che raddoppiati rispetto ai valori dell’anno scorso, raggiungendo il 20% della base totale. Nel fisso, i ricavi sono rimasti stabili, a quota 294 milioni, subendo solamente una lievissima contrazione dello 0.1% rispetto all’anno scorso.

 

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