Rinnovo Frequenze 2029, Asstel chiede assegnazione non onerosa per sostenere investimenti
Asstel Assotelecomunicazioni interviene nel dibattito sul futuro delle frequenze mobili in scadenza il 31 Dicembre 2029, ribadendo la necessità di prevedere un’assegnazione non onerosa dei diritti d’uso, accompagnata da obblighi di investimento per gli operatori di telecomunicazioni.
La posizione è stata espressa oggi, 9 Ottobre 2026, attraverso un comunicato diffuso dall’associazione di categoria aderente a Confindustria, presieduta da Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM.
In particolare, Asstel interviene in relazione alle ricostruzioni giornalistiche sulle ipotesi allo studio per generare nuove entrate attraverso l’assegnazione delle frequenze, sottolineando l’importanza di preservare le risorse economiche necessarie allo sviluppo delle infrastrutture digitali.
Il nuovo comunicato arriva nell’ambito del confronto regolatorio avviato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), che con la delibera 199/26/CONS ha indetto una consultazione pubblica sul rinnovo e sulla proroga dei diritti d’uso delle frequenze radio in scadenza il 31 Dicembre 2029.
Come già raccontato da MondoMobileWeb, nel parere AS2192, pubblicato il 5 Ottobre 2026, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha espresso alcune preoccupazioni sui possibili effetti concorrenziali del rinnovo integrale delle frequenze attualmente assegnate. Sul tema è intervenuto anche Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM e Presidente di Asstel, richiamando l’attenzione sul rapporto tra concorrenza e sostenibilità degli investimenti nel settore delle telecomunicazioni.
Asstel chiede frequenze non onerose e obblighi di investimento
Nel comunicato del 9 Ottobre 2026, Asstel ribadisce che l’assegnazione delle frequenze in scadenza dovrebbe avvenire secondo modalità non onerose, richiamando i principi della normativa vigente e il recente parere dell’Antitrust.
Secondo l’associazione, infatti, l’eventuale utilizzo delle frequenze come fonte di nuove entrate economiche potrebbe ridurre le risorse disponibili per gli investimenti degli operatori, necessari a mantenere e potenziare la qualità, la capacità e la resilienza delle reti mobili.
Di seguito il testo integrale del comunicato stampa diffuso da Asstel Assotelecomunicazioni:
In relazione alle ricostruzioni giornalistiche sulle ipotesi allo studio per generare nuove entrate attraverso l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze in scadenza al 31 dicembre 2029, Asstel ribadisce la necessità urgente di allocare le frequenze di prossima scadenza secondo logiche non onerose, in linea con i principi della normativa vigente e con lo stesso parere dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato.
La questione riguarda la capacità dell’Italia di sostenere nei prossimi anni un nuovo ciclo di investimenti nelle infrastrutture digitali. Le frequenze costituiscono un input essenziale per lo sviluppo delle reti mobili: trasformarle nuovamente in una fonte di estrazione di valore dagli operatori significherebbe ridurre le risorse disponibili per gli investimenti necessari a mantenere e potenziare la qualità, la capacità e la resilienza delle reti.
Già da luglio dello scorso anno, con il Manifesto per la crescita digitale dell’Italia, l’Associazione ha richiamato l’attenzione sull’esigenza di evitare una ulteriore estrazione di valore dagli Operatori dopo quelle già avvenute in passato, valorizzando invece l’impegno degli operatori ad investire per dotare il Paese di infrastrutture all’avanguardia.
Per questo, a prescindere dalle modalità di assegnazione che verranno scelte, Asstel ritiene che il processo debba essere orientato all’allocazione non onerosa della risorsa frequenziale e a obblighi chiari di investimento, presupposto essenziale per consentire agli operatori di essere in condizione di sostenere il ciclo di investimenti e garantire all’intero Paese la disponibilità di reti più capillari, più avanzate, ad iniziare dal 5G Stand Alone, e a maggiore capacità, a beneficio di imprese cittadini e pubblica amministrazione.
Come emerge dalla nota, la richiesta di Asstel riguarda l’aspetto economico dell’assegnazione delle frequenze, indipendentemente dalle modalità che saranno individuate per il rinnovo o l’eventuale riassegnazione dei diritti d’uso.
L’associazione propone inoltre di accompagnare l’allocazione non onerosa con obblighi chiari di investimento, richiamando in particolare lo sviluppo delle reti 5G Stand Alone (5G SA), basate su un’infrastruttura di rete completamente 5G.
La posizione espressa da Asstel si inserisce in un percorso già avviato dall’associazione nel 2025 con il Manifesto per la crescita digitale dell’Italia, nel quale era stata evidenziata la necessità di rendere sostenibili i costi delle frequenze per gli operatori.
Nel documento, tra le priorità individuate per il settore delle telecomunicazioni, Asstel aveva infatti proposto una revisione delle modalità di allocazione delle frequenze secondo un’impostazione non onerosa, anche alla luce della redditività dei servizi e delle esperienze adottate in altri Paesi europei.





