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FiberCop: Fastweb, iliad, Sky e WINDTRE chiedono attenzione sui nuovi listini wholesale

Alcuni operatori hanno inviato osservazioni ad AGCOM

Dopo la pubblicazione dei nuovi listini wholesale di FiberCop e l’avvio delle attività di verifica da parte di AGCOM, alcuni operatori di telecomunicazioni hanno sottoposto all’AGCOM le proprie osservazioni sulle condizioni economiche introdotte dalla società per diversi servizi all’ingrosso.

Fastweb, Sky Italia, iliad Italia e Wind Tre hanno inviato, i primi di Maggio 2026, una comunicazione all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), evidenziando alcune criticità legate alle nuove condizioni economiche introdotte da FiberCop per diversi servizi wholesale.

La comunicazione arriva nel contesto delle verifiche avviate da AGCOM dopo la pubblicazione dei listini da parte di FiberCop, avvenuta ad Aprile 2026, in seguito alla Delibera 58/26/CONS che ha riconosciuto la società come operatore wholesale only.

Fastweb (Fastweb + Vodafone), Sky Italia (Sky WiFi), iliad e Wind Tre avrebbero segnalato all’Autorità alcune preoccupazioni riguardo al possibile impatto delle nuove condizioni economiche sul mercato wholesale delle telecomunicazioni.

Le osservazioni riguarderebbero alcuni servizi di accesso e infrastrutturali, i prezzi di determinati servizi wholesale e i contributi applicati ad alcune operazioni tecniche.

Infatti, secondo quanto appreso da MondoMobileWeb, le aziende firmatarie avrebbero evidenziato possibili effetti sulle dinamiche concorrenziali del settore, sui costi sostenuti dagli operatori che acquistano servizi all’ingrosso e sulle future scelte di investimento, invitando l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) a valutare attentamente gli effetti delle nuove condizioni economiche.

Come già raccontato da MondoMobileWeb, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni aveva già avviato un’attività di verifica sui listini pubblicati da FiberCop.

Negli ultimi giorni la vicenda ha registrato ulteriori sviluppi, con la scoperta del ricorso presentato da TIM al Tribunale di Milano sulle nuove tariffe wholesale e la successiva replica di FiberCop, che ha definito infondate le contestazioni.

Al momento non risultano comunicazioni pubbliche da parte di Fastweb, Sky Italia, iliad Italia e WindTre sulla vicenda, mentre proseguono le attività di verifica già avviate da AGCOM sui nuovi listini pubblicati da FiberCop.

La posizione di FiberCop sui nuovi listini

Dal canto suo, FiberCop ha ribadito la propria posizione sui nuovi listini wholesale, evidenziando alcuni elementi che, secondo la società, contestualizzano la rimodulazione delle condizioni economiche.

FiberCop ha dichiarato in una nota inviata anche a MondoMobileWeb:

“I prezzi dei servizi Tlc in Italia sono tra i più bassi d’Europa. Anche con i nuovi prezzi all’ingrosso proposti da FiberCop, secondo le anticipazioni di uno studio di mercato di Arthur D. Little resteranno in ogni caso i più bassi d’Europa.

Non c’è, stando ai margini attuali del mercato retail, nessun automatismo di un eventuale ribaltamento dei costi wholesale sui clienti finali. Scelta che comunque spetterebbe agli operatori retail.

Il nuovo listino si inserisce nel contesto di forti investimenti che FiberCop sta portando avanti, 10 miliardi di euro tra il luglio 2024 e il 2027 in un contesto delle telecomunicazioni che negli ultimi 15 anni ha visto complessivi 70 miliardi di investimenti. FiberCop ha l’obiettivo di collegare oltre 20 milioni di unità immobiliari entro il 2027.

La rimodulazione proposta segue l’ottenimento di FiberCop dello status di operatore wholesale only e l’obbligo di applicare prezzi equi, ragionevoli e non discriminatori agli operatori che acquistano i propri servizi all’ingrosso.

Il nuovo listino intende favorire la migrazione rame-fibra e l’adozione della fibra da parte dei clienti. I prezzi dei servizi in fibra FTTH diminuiranno. In tal modo il prezzo dei servizi in rame facilita la migrazione verso la fibra dove presente, mentre mantiene un prezzo più accessibile nel resto del territorio.”

La società ha quindi ribadito che la revisione dei listini si inserisce nel nuovo quadro regolamentare e nel piano di investimenti previsto per lo sviluppo della rete in fibra.

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