Pezzotto IPTV: individuate a Crotone tre centrali illegali e 2.769 utenti

Nell’ambito di un’operazione contro la pirateria audiovisiva digitale, condotta anche in vista dei Mondiali FIFA 2026, la Guardia di Finanza ha individuato a Crotone tre centrali illegali di distribuzione del segnale IPTV, il cosiddetto “pezzotto“, gestite, secondo quanto emerso dalle indagini, da quattro cittadini italiani.
L’attività è stata svolta dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi, Gruppo Radiodiffusione Editoria di Roma.
Le indagini hanno permesso di individuare almeno 2.769 utilizzatori finali, residenti in 43 province italiane, che avrebbero avuto accesso in maniera illecita ai contenuti a pagamento di piattaforme televisive e di streaming come Sky, DAZN, NOW, Netflix, Disney+ e Spotify.
Nei loro confronti sono previste sanzioni amministrative comprese tra 154 e 5.000 euro nei casi di maggiore gravità e di eventuale recidiva.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sistema era articolato su più livelli: al vertice vi erano gli “head-provider“, responsabili della gestione dei server sorgente, seguiti dai “reseller“, incaricati della rivendita degli abbonamenti, fino agli utenti finali che usufruivano del servizio illecito.
L’individuazione della rete di distribuzione sarebbe stata resa possibile anche grazie a una vasta indagine finanziaria avviata dopo l’analisi di alcune segnalazioni di operazioni sospette.
In questo contesto, l’attenzione degli investigatori si è concentrata su diversi bonifici che riportavano la causale “IBO PLAYER PRO“, un software compatibile con la riproduzione di flussi streaming e installabile su dispositivi come smartphone, smart TV e computer.
Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire l’intera filiera della distribuzione illecita dei contenuti audiovisivi. I proventi dell’attività, stimati in circa 650 mila euro, secondo quanto emerso dalle indagini bancarie sarebbero stati successivamente reinvestiti nell’economia legale e in valute virtuali con l’obiettivo di occultarne la provenienza.
Gli abbonamenti pirata venivano commercializzati a prezzi compresi tra 10 e 40 euro, a seconda del pacchetto scelto, e prevedevano anche un servizio di assistenza clienti per risolvere eventuali problemi di visione, con modalità simili a quelle offerte dalle piattaforme legali.
Al termine delle attività investigative, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria hanno denunciato i quattro presunti responsabili per violazioni del diritto d’autore, della proprietà intellettuale e per il reato di autoriciclaggio. Contestualmente è stato eseguito un sequestro preventivo d’urgenza di beni per un valore complessivo di circa 650 mila euro.
In merito all’operazione è intervenuto anche Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia, che ha dichiarato:
“Ringrazio la Procura di Crotone e la Guardia di Finanza di Crotone per questa nuova operazione antipirateria, che conferma l’impegno costante delle forze dell’ordine a tutela di chi sceglie legalità e la loro capacità di identificare gli utenti pirata.
Un’azione importante per contrastare il senso di impunità che ancora accompagna questo fenomeno e per ricordare agli utenti di questi servizi che si espongono non solo a multe e sanzioni, ma anche a truffe, furti di dati personali e minacce informatiche”.
Anche Romano Righetti, General Counsel di DAZN Italia, è intervenuto sull’operazione antipirateria della Guardia di Finanza di Crotone, dichiarando:
“DAZN accoglie con grande favore i risultati dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi.
I 2.800 utenti tutti identificati in 43 province, a cui nei prossimi giorni verranno notificate le multe, confermano, ancora una volta, quanto la pirateria sia un fenomeno tutt’altro che residuale, radicato nel tessuto del Paese.
Cambiare un’abitudine così diffusa richiede che il rischio percepito da chi sceglie consapevolmente di comprare illegalmente lo sport sia concreto e costante nel tempo.
Ci auguriamo che operazioni come questa contribuiscano a diffondere una maggiore consapevolezza: scegliere il ‘pezzotto’ non è una scelta priva di conseguenze, né per chi lo vende, né per chi lo acquista”.
L’operazione, indicata come una delle prime di tale portata sul territorio calabrese nel settore della pirateria audiovisiva, si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e dovrà essere sottoposta alle successive verifiche processuali nel contraddittorio con la difesa.
Editing Giovanna Montante





