La Storia della TelefoniaTelecomunicazioni

L’era degli SMS inaugurata quel 3 Dicembre 1992

“Buon Natale” riportava il testo del primo SMS della storia inviato il 3 dicembre del 1992 dal personal computer dell’ingegnere ventiduenne Neil Papworth e il cellulare GSM del direttore di Vodafone Richard Jarvis che stava partecipando ad una festa di Natale tra colleghi (la stessa Vodafone che era già presente nel mercato della telefonia con il marchio Racal-Millicom dal 1982).

Non poteva esserci un regalo più bello di un altro traguardo raggiunto dal futuro colosso della telefonia mondiale.

La storia degli SMS (acronimo di Short Message Service) incominciava così e già dai primi mesi del 1993 sarebbe stata dimostrata la possibilità di scambiarsi comunicazioni scritte anche tra dispositivi cellulari GMS grazie al successo dell’esperimento dell’allora stagista finlandese di Nokia Riku Pihkonen. Quando la nuova tecnologia fu disponibile per il mercato di massa e quest’altra rivoluzione dei mezzi di comunicazione inaugurò una nuova stagione dell’evoluzione umana, gli SMS svolsero un ruolo di primo piano. Nonostante fossero progettati come servizio di “cercapersona”, gli SMS arrivarono da una media di 17 miliardi di SMS scambiati nel 2000 ai 4.100 del 2008. Una sorte meno fortunata capitò agli MMS, che permettevano di inviare insieme al testo scritto anche file multimediali, immagini, ecc. Gli alti costi avrebbero sacrificato un utilizzo più diffuso.

La popolarità degli SMS, dovuta anche al costo più contenuto rispetto a quanto richiesto per le chiamate, avrebbe raggiunto livelli tali da mettere in crisi l’uso della grammatica italiana, fondando quello che sarebbe definito il “linguaggio degli SMS”, riferito all’eccessivo utilizzo (tanto da sfociare anche nell’attività scolastica degli studenti) delle abbreviazioni dovute al numero massimo di caratteri da poter digitare, all’assenza di punteggiatura e alla diffusione scritture alternative a quanto stabilito dalle regole della lingua. La nascita degli SMS hanno comportato la definizione di quella che è stata chiamata come “tendinite da texting” (tendinite del “messaggiare”), una lieve patologia che colpisce per l’eccessivo uso del pollice.

L’abuso delle “k” all’interno degli SMS

L’inaspettato successo degli SMS ha raggiunto molto probabilmente il suo declino con l’ingresso nel mercato degli smartphone e la conseguente possibilità di usufruire delle apps e in particolare di quelle di messaggistica istantanea, che hanno permesso di poter scambiare un maggior numero di messaggi e più rapidamente.

Nel Marzo del 2015 il settimanale “Economist” ha decretato il superamento di Whatsapp (ma contribuiscono al declino degli SMS anche altre apps come Messenger, Viber, WeChat, ecc) rispetto al numero dei messaggi inviati. Dinanzi ai 30 miliardi di messaggi scambiati ogni giorno sulla piattaforma di proprietà di Zuckenberg, si ferma a 20 miliardi il numero degli SMS scambiati dai possessori dei telefonini, stima molto probabilmente alimentata dall’utilizzo che se ne fa in alcune aree del mondo dove non vi è un’infrastruttura sufficiente per l’utilizzo del traffico dati. Le stesse offerte telefoniche appaiono andare sempre più nella direzione di una maggiore quantità di Gigabyte e fornire sempre minori quantità di messaggi.

Sono lontani i tempi in cui si attendevano le offerte stagionali come le Christmas Card che permettevano di inviare gratuitamente una grande quantità di messaggi. Gli SMS sembrano avere una rilevanza minore nei pacchetti delle offerte telefoniche, che estendono sempre più la quantità dei Gigabyte offerti. La domanda di SMS viene in questi casi assicurata dall’opzione di aggiunta di messaggi alla propria offerta, smentita tuttavia anche dal ritorno alla loro inclusione nelle promozioni delle ultime settimane.  Resta quindi da chiedersi quale destino sia riservato a uno strumento comunicativo che deve resistere alle modalità di comunicazione più veloci ed efficaci, ma che, dopo molti anni, non ha cessato definitivamente di esistere.

Si ringrazia MobileWorld per gli spunti di riflessione.

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