Tim: i dati del terzo trimestre 2017 confermano l’andamento positivo nonostante lievi contrazioni


La relazione del terzo trimestre del 2017, ha mostrato dei risultati in crescita per TIM rispetto al medesimo periodo del 2016, ma anche alcune lievi contrazioni rispetto agli altri periodi di riferimento. I ricavi complessivi del gruppo nel terzo mostrano un aumento dell’1,8%.

Attraverso la comparazione “like-for-like”, metodo che misurerebbe le variazioni previste per il periodo di rilevazione successivo a parità di condizioni interne ed esterne alla società, è possibile comprendere dalla versione inglese della documentazione che i dati hanno smentito parzialmente le aspettative calcolate. Ciò si deve particolarmente alle cause che hanno ultimamente condizionato tale risultato: dall’eliminazione del roaming in Europa (che ha inciso direttamente sui ricavi da servizi) al presentarsi di oneri legati alla ristrutturazione aziendale, contenziosi e transazioni commerciali.

Nonostante il rallentamento nella crescita dei ricavi e dell’utile, risultano in crescita gli investimenti che da Giugno a Settembre 2017 sono stati effettuati in Italia, con una crescita di 400 milioni in più rispetto ai primi mesi del 2016 e grazie al minor investimento allocato in Brasile. La situazione del mercato domestico (e cioè di quello italiano) presenta una contrazione nei ricavi da rete fissa, con un quadro contrapposto: se infatti i ricavi dalla banda ultralarga aumentano in maniera esponenziale, si riducono maggiormente i ricavi dei clienti dei servizi voce tradizionali.

Positivo è invece l’impatto del mercato mobile, grazie a un aumento dei ricavi. Incoraggiante invece la spinta positiva che ha mostrato la vendita dei prodotti Tim: smart TV, prodotti Smart Home, modem, set top box, ecc. Proprio la Tim Brasil potrebbe rappresentare la sorpresa degli ultimi mesi: i ricavi del terzo trimestre si attestano al 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2016, con un ARPU, ricavo medio per unità (ciò che la società guadagna sul prezzo totale del servizio venduto), che si mostra altrettanto in crescita. I ricavi della banda ultralarga contribuiscono alla considerevole crescita dell’offerta Tim in Brasile.

   

Tra le business units è possibile individuare il trend leggermente negativo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso di Sparkle.Il notevole calo della National Wholesales è dovuto invece, secondo quanto la società ha fatto sapere, al venir meno di fenomeni non ripetibili relativi alla vendita di infrastrutture (canalizzazioni e dark fiber/Backbone) ad altri operatori che avevano positivamente inciso sul dato del terzo trimestre 2016 e alla chiusura del contratto di roaming con 3.

Seppur in calo rispetto alla tendenza ulteriormente positiva dimostrata nelle precedenti rilevazioni, Tim conferma quanto programmato: contrazione del numero di clienti in rete fissa sarà ridotto grazie all’accelerazione dello sviluppo della fibra (questo aspetto potrebbe essere maggiormente influenzato dalla fornitura di dispositivi per la Smart Home), attrazione favorevole di una capillare diffusione della rete 4G (che nel 2019 dovrebbe raggiungere il 99%) e maggiore attrattiva di offerte convergenti e contenuti di qualità.

L’operatore virtuale KenaMobile si proporrà invece come lo strumento con una predisposizione maggiore alle sensibilità dei prezzi del mercato.

La gestione sarà infine caratterizzata da una massima selettività e priorità nelle scelte di investimento e da azioni di recupero di efficienza attraverso programmi strutturali di ottimizzazione dei costi.

 

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