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IT-alert: simulazione collasso diga di Valnegra in Lombardia oggi 14 Ottobre 2026

Il sistema di allarme pubblico IT-alert verrà testato nuovamente oggi 14 Ottobre 2026, questa volta su uno scenario di rischio relativo al collasso di una grande diga nella regione Lombardia.

Come già raccontato da MondoMobileWeb, una simulazione sullo scenario di collasso di una grande diga è avvenuta anche ieri 13 Ottobre 2026, in quel caso nella Provincia Autonoma di Trento.

Questi due test erano stati annunciati dal Dipartimento della Protezione Civile il 9 Ottobre 2026, attraverso un’informativa dedicata pubblicata nel sito ufficiale di IT-alert.

Inoltre, anche questo secondo test verrà effettuato nell’ambito della Settimana della Protezione Civile e in concomitanza con la ricorrenza della Giornata nazionale per la riduzione del rischio da disastri, che si celebrava ieri 13 Ottobre 2026.

Oggi nuovo test nella regione Lombardia

Dunque, nella giornata di oggi 14 Ottobre 2026, nello specifico alle ore 11:30, il sistema IT-alert verrà testato nella regione Lombardia.

In particolare, la simulazione riguarderà la diga di Valnegra, in provincia di Bergamo, coinvolgendo il territorio situato nell’area geografica potenzialmente esposta a un’eventuale onda di piena.

I comuni coinvolti nello specifico saranno i seguenti: Mojo de’ Calvi, Valnegra, Lenna, Piazza Brembana, Camerata, Cornello, San Giovanni Bianco, San Pellegrino Terme, Zogno.

Ecco il testo della notifica che riceverà la popolazione presente nel territorio:

“TEST TEST Questo è un MESSAGGIO DI TEST IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE del collasso di una diga nella zona in cui ti trovi. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST”

Contestualmente all’invio del messaggio, nella home page del sito IT-alert sarà attivo un apposito link al questionario di feedback che i cittadini dei territori coinvolti sono invitati a compilare, anche qualora non dovessero ricevere alcuna notifica. Il messaggio, a tal proposito, rimanderà proprio alla home page del sito, dove è presente il testo della notifica che i cittadini riceverebbero in caso di pericolo reale.

Durante queste sperimentazioni, il messaggio viene accompagnato da un suono di allarme ad alto volume, seguito in alcuni casi anche da una sintesi vocale che ripete quanto scritto, sia in italiano che in inglese.

Come sempre, per ricevere i messaggi del sistema di allarme IT-alert, anche quelli di test, non è necessario compiere alcuna azione o scaricare alcuna app.

Come precisa il Dipartimento della Protezione Civile, la data del test potrebbe subire variazioni in caso di attivazione dei sistemi di protezione civile regionali per emergenze o allerte meteo-idro.

IT-alert in funzione dal 2024

Si ricorda che, a partire dal 23 Febbraio 2024, il sistema IT-alert è entrato ufficialmente in funzione per quattro tipologie di rischio: collasso di una grande diga, incidenti rilevanti in stabilimenti industriali, incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica, e attività vulcanica nelle aree dei Campi Flegrei, del Vesuvio e dell’Isola di Vulcano.

Come spiega la Protezione Civile, che si occupa di gestire il servizio, è comunque fondamentale testare il sistema periodicamente, in modo da garantire che, in caso di un’emergenza reale, i messaggi di allerta vengano trasmessi correttamente dalle celle telefoniche e ricevuti sui dispositivi nelle zone a rischio.

Inoltre, queste simulazioni sono un’opportunità per verificare che i flussi comunicativi previsti dal Documento di Protezione Civile e dal Piano di Emergenza Diga (PED) vengano seguiti correttamente.

In merito ai restanti scenari previsti dalla Direttiva del 7 Febbraio 2023 del Ministro della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, ossia maremoto generato da un sisma, attività vulcanica dello Stromboli e precipitazioni intense, l’8 Febbraio 2024 era stata stabilita la proroga del periodo di sperimentazione, tutt’ora attiva.

Maggiori dettagli sul sistema di allarme pubblico

Il servizio IT-alert funziona grazie alla tecnologia cell broadcast, letteralmente “trasmissione tramite celle”, che consente di inviare messaggi a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, capaci di delimitare un’area il più possibile corrispondente a quella interessata.

Con questo sistema, le notifiche arrivano anche in casi di campo limitato o in casi di saturazione della banda telefonica, senza alcuna ripercussione sui livelli di privacy impostati.

Inoltre, questa tecnologia consente di mandare messaggi in modo unidirezionale, senza la possibilità per gli operatori telefonici di ricevere risposte e sapere con certezza i cellulari che sono stati effettivamente raggiunti: chi invia l’informazione non detiene alcun dato in merito ai dispositivi, neanche il numero di telefono.

Il servizio è basato sul cosiddetto “accampamento” dei telefoni nel raggio di copertura delle antenne che vengono attivate: al momento dell’invio della notifica, tutti i dispositivi accesi e con connessione telefonica agganciati alle antenne selezionate riceveranno il messaggio.

Si precisa che la notifica del messaggio dipende anche dal modello di cellulare o smartphone, dal sistema operativo e della versione installata. In alcuni casi, infatti, l’utilizzo di una vecchia versione del sistema operativo può comportare problemi nella ricezione dei messaggi. Con dei test precedenti, comunque, è stato rilevato che anche i telefoni di vecchia generazione e non smartphone ricevono la notifica.

Chiaramente, se sono spenti o privi di campo, i dispositivi non riceveranno i messaggi del sistema, mentre se la suoneria è impostata in modalità silenziosa potrebbero non suonare. In ogni caso, i messaggi arrivano ugualmente anche qualora la voce IT-alert (presente nei vari dispositivi nella sezione avvisi di emergenza) dovesse essere disattivata, poiché viene utilizzato il livello massimo di azione per l’invio.

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