Call center: i Sindacati proclamano 15 giorni di scioperi contro gli esuberi dovuti all’IA

Il settore dei call center, del Customer Relationship Management (CRM) e del Business Process Outsourcing (BPO) sta attraversando una fase di profonda trasformazione, guidata dall’introduzione massiccia di sistemi di automazione e intelligenza artificiale. Una trasformazione completamente non governata, che sta generando una vera e propria emergenza occupazionale per decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori in tutto il Paese.
Negli ultimi mesi stiamo assistendo ad una accelerazione, senza precedenti, nell’adozione di chatbot, assistenti virtuali e sistemi di gestione automatizzata delle richieste dei clienti. Processi che fino a poco tempo fa richiedevano l’intervento umano vengono progressivamente sostituiti da soluzioni algoritmiche, spesso introdotte senza alcun confronto preventivo con le rappresentanze sindacali, senza piani di riconversione professionale e senza garanzie occupazionali per il personale coinvolto.
Le richieste e gli appelli inascoltati.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil da tempo oramai, denunciano con forza questa deriva e chiedendo un intervento immediato e strutturale da parte del Governo, in particolare:
- l’apertura di un tavolo di confronto permanente tra Governo, aziende del settore e parti sociali, per governare l’impatto dell’AI sull’occupazione nel comparto CRM/BPO;
- l’introduzione di un obbligo di informativa preventiva e di confronto sindacale ogni qual volta un’azienda intenda introdurre sistemi di automazione con impatto su organici e mansioni;
- misure normative che condizionino l’introduzione di tecnologie di AI alla predisposizione di piani di formazione, riqualificazione e ricollocazione del personale;
- l’estensione e il rafforzamento degli ammortizzatori sociali specifici per il settore, a tutela dei lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione legati alla digitalizzazione;
- l’individuazione di un contributo sociale alle committenze che per effetto del taglio del personale in favore di processi di automazione generano ricavi e profitti.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil hanno piena consapevolezza che l’innovazione non si può fermare, ma non è accettabile che il progresso tecnologico, senza controllo e governo dei processi, si trasformi in un pretesto per tagli occupazionali indiscriminati.
Innanzi al silenzio del governo, per sostenere le rivendicazioni a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori di un intero comparto, a partire dal 13 luglio e fino al 27 luglio 2026, ci saranno iniziative di sciopero e mobilitazione in tutta Italia.
Il Governo deve intervenire prontamente, con regole chiare che mettano al centro la tutela del lavoro e la dignità delle persone. L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio dei lavoratori, non un mezzo per sostituirli senza alcuna rete di protezione.
Comunicato stampa integrale delle Segreterie Nazionali SLC CGIL – FISTEL CISL – UILFPC UIL





