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Roaming: dopo la Brexit alcuni operatori del Regno Unito introducono costi aggiuntivi in UE

Novità sul fronte del roaming internazionale da parte di alcuni operatori del Regno Unito, che hanno comunicato ad alcuni clienti la reintroduzione dei costi di roaming in Unione Europea.

Come noto, in seguito agli accordi sulla Brexit che si sono conclusi nella vigilia dello scorso Natale con un Trade and Cooperation Agreement, il Regno Unito non figura più tra i Paesi dell’Unione Europea per il roaming internazionale.

In Regno Unito, inizialmente non era prevista alcuna modifica per i clienti, ma adesso alcuni dei principali operatori come Vodafone UK, EE e O2 hanno stabilito in alcuni casi nuove misure per i clienti che si recano in Unione Europea.

Quanto riportato in seguito non riguarda dunque gli operatori e i clienti italiani, ma alcuni operatori del Regno Unito che applicheranno le nuove condizioni ai loro clienti per i loro viaggi in Unione Europea e dunque anche in Italia.

Secondo le informazioni raccolte, invece, in Italia gli operatori mirano nel complesso a mantenere ancora inalterate le condizioni di Roaming, permettendo quindi di navigare nel Regno Unito come se fosse ancora un Paese dell’Unione Europea.

Anche Vodafone Italia, al momento, e fino a diversa comunicazione, prevede la medesima tariffazione valida per i Paesi compresi nell’Unione Europea anche per il Regno Unito.

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Roaming UE Regno Unito

Iniziando con Vodafone UK, l’operatore ha previsto la reintroduzione di costi di roaming per i clienti che entreranno in Vodafone dopo l’11 Agosto 2021, o per chi eseguirà l’upgrade o il cambio del piano mensile dopo quella data.

Per chi dispone di un piano mensile da prima dell’11 Agosto 2021, per il momento non sono previsti cambiamenti.

La novità riguarda l’introduzione di costi fissi legati al Roaming UE da parte dei clienti del Regno Unito, variabili in base al tipo di piano sottoscritto. I piani che non includeranno infatti specificatamente una quota dedicata al Roaming UE prevederanno un costo di 2 sterline al giorno per utilizzare minuti, SMS e traffico dati.

I cambiamenti (che per il momento non coinvolgeranno il brand VOXI, i piani Pay as you go, Talkmobile e Vodafone Basics) entreranno in vigore a partire dal 6 Gennaio 2022 per i clienti privati.

Approccio simile anche da parte dell’operatore EE, che applica i costi di roaming ai clienti con piani attivati a partire dal 7 Luglio 2021, con modifiche in vigore sempre a partire da Gennaio 2022.

Anche in questo caso, si applicherà un costo giornaliero di 2 sterline per utilizzare il proprio bundle (scalato dunque solo in caso di utilizzo) in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Invece, O2 prevede Roaming in UE senza sovrapprezzo fino a un massimo di 25 Giga di traffico dati ogni mese (se l’offerta nazionale prevede almeno questa soglia). Superato il bundle in questione, è previsto un costo di 3,50 sterline per singolo Giga, ma il cliente sarà comunque informato tramite SMS prima del raggiungimento del limite.

I clienti O2 la cui offerta nazionale prevede meno di 25 Giga di traffico dati potranno utilizzare l’intero traffico in Roaming UE, ma al termine, se vorranno continuare a navigare, dovranno acquistare un pacchetto dati.

Si ricorda che gli altri Paesi in cui si applicano le condizioni del Regolamento Europeo sono Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Guyana francese, La Reunion, Mayotte, Martinica) Germania, Gibilterra, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

 

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