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Skill divide: evento con WindTre sull’evoluzione delle competenze nel mercato del lavoro

Nel primo pomeriggio di ieri, 8 giugno 2021, si è tenuto il webinar, denominato “L’esperienza WindTre: dallo skill divide all’upskilling e reskilling delle competenze“, in cui si è trattato della necessità di incrementare le capacità dei dipendenti di un’azienda e di rinnovare quelle già in loro possesso.

All’evento sono intervenute: Elisa Fumagalli, Head of Learning & Development di WindTre; Martina Campi, Customer Success Manager Southern Europe di Cornerstone, e Simona Aresi, Customer Success Team Manager di goFLUENT.

Quest’ultima, dopo aver presentato le altre due speaker e l’azienda di cui fa parte, che si occupa di formazione linguistica B2B, ha elencato quelle che sono le nuove sfide per le risorse umane (HR) di un’azienda, dovute sia alla pandemia da Covid-19 che alla continua evoluzione tecnologica del mercato del lavoro.

Le 6 sfide, nello specifico, sono: il lavoro agile e la relativa riorganizzazione delle aziende; la capacità di riuscire a ingaggiare generazioni diverse di dipendenti; la promozione della diversity e la leadership gentile; la corporate responsibility e la sostenibilità; il reskilling e l’upskilling del personale; la creazione di una nuova employee experience (risultato dell’interazione tra dipendente e azienda).

Martina Campi, invece, a seguito dell’introduzione di Cornerstone come “People Development Company“, in quanto fornitore di software per l’ampliamento delle competenze delle persone basato sul cloud, ha sottolineato la necessità da parte delle aziende di svilupparsi da un punto di vista tecnologico.

Trasformarsi per adattarsi al mercato, per Martina Campi, deve essere una priorità per i CEO di ogni azienda, il 90% dei quali, secondo un’indagine di Deloitte, si aspetta che la trasformazione digitale distrugga la loro organizzazione. Di questi, solo il 30% pensa che la propria azienda abbia le competenze per riuscire ad adattarsi ai cambiamenti.

In questo contesto, le risorse umane hanno il compito e l’opportunità di colmare il gap tra tecnologia e individui, businesses, società e pubbliche istituzioni, tramite le politiche di sviluppo delle competenze.

Facendo riferimento a una ricerca condotta negli Stati Uniti all’inizio del 2020, Martina Campi si è poi soffermata sul fatto che molti dei lavoratori in cerca di un impiego non possiedono le competenze richieste dal mercato, incrementando di fatto quello che viene definito lo “Skills Divide“.

Di conseguenza, è diventato complicato per un reclutatore riuscire a trovare un candidato idoneo alla figura aziendale ricercata, nonostante non manchino i CV di soggetti interessati alla posizione.

Nel caso in cui, invece, si riesca ad assumere un candidato in grado di rispecchiare le competenze ricercate, bisogna tener conto del numero di offerte di lavoro che il nuovo assunto potrebbe ricevere tramite diversi canali di comunicazione (ad esempio: chiamate, newsletter o notifiche push), che rischiano di far perdere all’azienda un dipendente competente.

Per Martina Campi, diventa quindi fondamentale la crescita del proprio personale aziendale, tramite 3 approcci diversi: l’upskilling, per migliorare le competenze dei dipendenti; il reskilling, per lo sviluppo di nuove abilità da parte dei dipendenti, e il newskilling (upskilling + reskilling tramite una continua formazione).

A tal proposito, è stato specificato che, secondo diverse survey, il 72% dei CEO dubita di avere dipendenti con le giuste competenze, mentre il 77% degli employees vuole acquisire nuove skills, anche se il 40% di questi non si sente in grado di sviluppare le proprie competenze con le risorse fornite dalla propria azienda.

A questo punto del webinar, è intervenuta Elisa Fumagalli, che ha portato come esempio l’esperienza di WindTre e della sua learning management system, accessibile e personalizzabile per tutti i 6500 dipendenti dell’azienda.

La suddetta piattaforma è divisa in 3 macrocategorie. La prima, con “EasyEnglish“, è dedicata allo studio della lingua inglese, con esercizi, test, classi virtuali con insegnanti madrelingua e la possibilità di studiare ulteriori 8 lingue (francese, tedesco, spagnolo, italiano, portoghese, cinese, olandese e russo).

La seconda, con “D Factor” (attivo da ottobre 2020 a dicembre 2021), si occupa dello sviluppo delle competenze digitali. Il progetto è nato a seguito della definizione da parte di WindTre delle competenze necessarie per l’azienda e della raccolta di informazioni, tramite survey, sul livello di competenze digitali dei dipendenti (più del 90% di questi ha partecipato attivamente al sondaggio).

La terza, con “EasyLearning“, è dedicata all’abilitazione delle soft skill. Il percorso formativo può essere effettuato tramite scelta autonoma del dipendente WindTre oppure su specifica richiesta di uno dei responsabili dell’azienda.

L’obiettivo è quello di rendere gli employees dell’azienda più competitivi e pronti per le sfide del futuro e le relative trasformazioni.

 

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