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Fondazione Vodafone lancia la campagna #ChiedoPerUnAmica contro la violenza sulle donne

In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne“, che si terrà il 25 novembre 2020, Fondazione Vodafone ha lanciato la campagna #ChiedoPerUnAmica, un dialogo aperto sul tema della violenza, per dare voce a chi non ne ha.

L’obbiettivo della campagna è quello di stimolare familiari e amici delle vittime a offrire loro un supporto concreto, aiutandole a trovare il coraggio di reagire.

Infatti, come afferma la stessa Fondazione Vodafone: “Riconoscere la Violenza di Genere in tutte le sue forme è il primo passo per affrontare il problema. Ma in molti casi, le donne che subiscono maltrattamenti non si rendono conto della situazione in cui si trovano. O hanno paura di esporsi per chiedere aiuto“.

A tal proposito, Vodafone ha condiviso sui propri canali social ufficiali, ovvero Facebook, Instagram e Twitter, dei post che, sponsorizzando la campagna, invitano le interessate a pubblicare sui propri profili social, storie, esperienze, dubbi e opinioni sul tema, usando l’hashtag #ChiedoPerUnAmica.

Lo scopo è quello di sensibilizzare la società sui diversi tipi di violenza e aiutare chi la subisce a uscire allo scoperto, vincendo la paura e l’imbarazzo.

Nello specifico, sulla pagina Facebook, Vodafone ha pubblicato un video, nella cui didascalia, dove è presente anche il link della pagina del sito Vodafone dedicata all’iniziativa, si legge:

La connessione, le app, i social: sono tutti strumenti preziosi per scambiare emozioni e informazioni, ma ci sono dei messaggi che non bisognerebbe mai ricevere. Con Fondazione Vodafone Italia ci impegniamo concretamente per far sì che la tecnologia sia uno strumento per contrastare la violenza di genere. Scopri come: https://voda.it/zakktp

Per quanto riguarda il post Twitter, dove si ricorda che “In Vodafone supportiamo chi subisce violenza domestica tramite i team di Health and Safety e Security e con il servizio Speak Up“, si legge, invece, nella didascalia:

La maggior parte delle donne che ha subito violenza domestica e maltrattamenti, dichiara che questo ha influenzato il rendimento lavorativo, oppure la sicurezza sul posto di lavoro. Per questo, Vodafone investe su policy aziendali, training e servizi di supporto per chi vive episodi di violenza. Attraverso questi strumenti, aiutiamo le persone a riconoscere i segnali di chi vive maltrattamenti, a rispondere in maniera corretta ad eventuali richieste di aiuto e a segnalare il problema ai servizi predisposti dall’azienda. Crediamo che sia fondamentale creare una rete di supporto anche sul posto di lavoro.

Su Instagram, infine, Vodafone sta ricondividendo sulle sue storie, quelle di chi ha deciso di partecipare all’iniziativa, discutendo sulla tematica, taggando l’operatore e utilizzando, appunto, l’hashtag #ChiedoPerUnAmica.

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A tal proposito, Fondazione Vodafone, in collaborazione con CADMI, Casa delle Donne Maltrattate, e Polizia di Stato, ha lanciato anche in Italia un’app per supportare le donne vittime di violenza domestica e maltrattamenti.

L’app Bright Sky può essere scaricata gratuitamente e utilizzata anche da parenti, amici, colleghi di lavoro, ONG e da tutti coloro che sono vicini a donne vittime di suddette problematiche. L’applicazione, inoltre, tutela le utilizzatrici, garantendo loro riservatezza e anonimato.

Con il lancio di Bright Sky, dunque, Fondazione Vodafone vuole offrire alla comunità un sostegno concreto, sfruttando le potenzialità messe a disposizione dalla tecnologia.

Marinella Soldi, Presidente di Fondazione Vodafone Italia, ha dichiarato:

La violenza di genere rappresenta una delle massime urgenze in Italia e nel mondo, un fenomeno che colpisce milioni di donne e che dobbiamo contrastare con ogni mezzo possibile.

Secondo l’Istat, infatti, in Italia il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale e il 21,5% dello stesso segmento ha subìto comportamenti persecutori da parte di un ex partner nell’arco della propria vita.

Il Ministero dell’Interno ha dichiarato, inoltre, che, secondo i dati D.i.Re, il fenomeno si è ulteriormente aggravato durante il lockdown, con un aumento di quasi l’80% delle richieste di aiuto ai centri antiviolenza. I femminicidi, invece, rappresentano il 48% del numero totale degli omicidi volontari.

 

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