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Frequenze WindTre: Il Cds accoglie gli appelli di AGCOM e MiSE sul contributo nella banda 1800 MHz

Il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del TAR che aveva annullato l’aumento del contributo imposto per le frequenze di H3G, ottenute ben prima della fusione per la nascita di WindTre. L’appello di AGCOM e MISE ha trovato infatti accoglimento da parte del Cds, con una sentenza pubblicata questo mese dalla sesta sezione.

A Febbraio 2019, il TAR aveva accolto il ricorso di Wind Tre per l’annullamento delle note del MiSE e dell’AGCOM relative proprio all’incremento del contributo delle frequenze.

Nel dettaglio, era stata disposta una maggiorazione del 30% dell’importo del contributo annuo per l’utilizzo dei due blocchi di frequenze in banda 1800 MHz cosiddetta opzionata, inizialmente assegnata ad H3G. La rideterminazione aveva fatto alzare il pagamento annuale da 17.318.810 euro annui a 22.514.453 euro annui.

Il provvedimento del MiSE era stato adottato previa acquisizione del conforme parere dell’AGCOM, con la sua nota di Luglio 2017.

Inizialmente, in base al principio della spectrum parity per la banda 1800 MHz, nella parte all’epoca non ancora assegnata, era stato previsto di concedere al nuovo entrante un’opzione per l’assegnazione di un quantum di frequenze fino a 10 MHz in tale banda, a parità di condizioni con gli altri operatori.

Si prevedeva infatti che: “il gestore mobile nuovo entrato, salva disponibilità e secondo quanto previsto dal vigente Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, ha l’opzione per l’assegnazione in via prioritaria di frequenze fino ad un massimo di 10 MHz in banda 1800 MHz. Tali frequenze sono soggette al pagamento di contributi non superiori a quelli imposti agli altri assegnatari di frequenze nella stessa banda per il medesimo uso”.

L’aumento successivamente deciso dal MiSE si basava sulla necessità di tener conto della clausola di adeguamento contenuta nel provvedimento stesso di assegnazione dei diritti d’uso su banda 1800 MHz, che prevedeva una revisione dei contributi per effetto di modifiche che fossero intervenute per i contributi imposti agli altri operatori assegnatari di frequenze.

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frequenze WindTre

Adesso, il Consiglio di Stato con la sua sentenza (ecco il documento completo) ha ritenuto l’appello fondato e meritevole di accoglimento, contestando l’iter logico giuridico seguito dal TAR per l’accoglimento del ricorso.

Il giudice del Tribunale Amministrativo avrebbe infatti fondato il proprio convincimento (che ha portato alla sentenza favorevole a WindTre) partendo dal presupposto che la maggiorazione del 30% prevista nella legge di bilancio 2017 non potesse applicarsi direttamente alle frequenze opzionate, poiché le condizioni stabilite “non sarebbero realizzate in rapporto alla situazione delle porzioni di spettro in banda 1800 MHz assegnate nel 2012 a H3G, per cui non sussistevano gli estremi per l’applicazione della predetta maggiorazione”.

La struttura motivazionale del TAR è stata però ritenuta erronea, in quanto la maggiorazione era stata applicata non sulla scorta della base normativa rappresentata dalla legge di bilancio, ma in attuazione dei precetti desumibili dal combinato disposto delle delibere 541/08/CONS e 282/11/CONS, della clausola sopra citata e dei principi di parità di trattamento, proporzionalità e non discriminazione.

Con la sua sentenza, il Consiglio di Stato ha quindi definitivamente accolto l’appello di MiSE e AGCOM, riformando la pronuncia del primo giudice. Le spese sono state compensate integralmente, vista la novità della questione.

 

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