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Fondo Elliott sul dietrofront di Vivendi: una vittoria per TIM

Il Fondo Elliott ha commentato l’apertura di Vivendi nel corso dell’Assemblea dei soci di TIM di oggi, 29 Marzo 2019. Il Gruppo francese ha infatti ritirato la proposta di revoca dei cinque amministratori di Elliott accusati di aver commesso gravi errori di governance.

Con una nota stampa ufficiale, il Fondo Elliott di Paul Singer sottolinea come la nuova posizione del socio di maggioranza sia un segno chiaro di comprensione e supporto nei confronti dell’attuale board di TIM.

Quella di oggi è una vittoria per TIM, sottolinea il Fondo Elliott, che potrà adesso seguire una strada nuova, fatta di sostenibilità, stabilità e creazione di valore per tutti gli stakeholders del Gruppo.

Il Fondo conferma inoltre il suo pieno supporto nei confronti del nuovo Amministratore  Delegato, Luigi Gubitosi, dell’intero management team e del board indipendente, con la speranza di riuscire a stabilire un dialogo concreto e proficuo con il resto dell’azionariato per massimizzare il valore di TIM.

La notizia del dietrofront da parte di Vivendi nell’assemblea di oggi, 29 Marzo 2019, è stata accolta con grande entusiasmo dal mercato, che ha fatto volare le azioni di TIM oltre il 3%.  Si è trattato indubbiamente di un evento inatteso, che ha permesso di distendere le tensioni all’interno dell’azionariato.

Luigi Gubitosi, il nuovo Amministratore Delegato di  TIM

Vivendi aveva infatti puntato a lungo sulla sua proposta, riuscendo ad inserirla nell’ordine del giorno dell’Assemblea odierna, con lo scopo di sostituire cinque membri del Consiglio di Amministrazione che avrebbero commesso gravi errori di governance, mettendo a rischio l’azienda e il suo valore azionario.

Tra i nomi indicati figurava quello di Fulvio Conti, Presidente del CdA, accusato di essere stato l’autore del cosiddetto golpe ai danni dell’ex Amministratore Delegato, Amos Genish.

E proprio Conti in occasione dell’assemblea odierna ha invitato i soci a concentrarsi sulla cooperazione per permettere al Gruppo di ritrovare una stabilità interna latente da ormai troppo tempo.

Ma la decisione di Vivendi, che ha accolto la preghiera di Luigi Gubitosi, fa adesso ben sperare: Con Cdp che ha già raggiunto il 10% del capitale sociale, la tregua di oggi, secondo il board, potrebbe davvero cambiare il futuro dell’operatore, a partire dall’attuale piano industriale.

 

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