La Cassa Depositi e Prestiti aumenta il suo capitale in Tim. Raggiunto l’8,7% delle azioni ordinarie


La decisione con la quale il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti aveva deliberato il rafforzamento della propria partecipazione in Tim ha raggiunto un’ulteriore fase di concretizzazione con un documento trasmesso alla Securities and Exchange Commission, l’omologo statunitense della Consob (Commissione Nazionale per la Società e la Borsa).

A rendere noto l’ultimo aggiornamento sulla pagina dell’ente federale statunitense per la vigilanza della borsa è un filing, ossia una dichiarazione formale direttamente trasmessa dalla società interessata volta a mettere al corrente gli investitori sulle ultime informazioni finanziarie riguardati una determinata società, Tim in questo caso.

Il filing di Cdp sulla pagina della Securities and Exchange Commission

Come si legge nella comunicazione, Cdp ha attinto dal suo capitale nel complesso 960.983.567 euro. Grazie a questa manovra la società controllata per l’83% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e per la restante quota da fondazioni bancarie ha innalzato la sua partecipazione in Tim all‘8,7%. Nel giro di circa una settimana la Cassa ha aumentato così la quota azionaria dell’1,6%.

   

“A partire dalla data di questa relazione” – si legge nel filings database della Sec – “Cdp possiede effettivamente 1.322.250.000 azioni ordinarie, che rappresentano approssimativamente l’8,7% delle azioni ordinarie dell’emittente, ammontanti a 15.203.122.583 azioni ordinarie secondo il totale riportato dalla società al 30 Settembre 2018. […]”

Proprio in quel 14 Febbraio 2019 in cui ufficialmente le intenzioni della dirigenza venivano rese note, si parlava di una strategia di lungo periodo, coerente “con gli obiettivi strategici sottesi all’ingresso nel capitale di Tim deliberato dal consiglio di amministrazione lo scorso 5 aprile 2018” e “con la missione istituzionale di Cdp a supporto delle infrastrutture strategiche nazionali”. La scelta era motivata dalla volontà di offrire un “sostegno al percorso di sviluppo e di creazione di valore, avviato dalla società in un settore di primario interesse per il Paese”.

A quasi un mese si potrebbe facilmente ammettere che la strategia non è cambiata. Non può certamente farlo proprio ora che i soci di Tim si apprestano a partecipare all’assemblea del 29 Marzo 2019. In quell’occasione Cassa Depositi e Prestiti potrebbe rischiare di contare parecchio. Il suo peso percentuale accresciuto la approssima al 9,54% posseduto dal fondo Elliott, socio che gode della maggioranza nel Consiglio di Amministrazione di Tim, e crea particolari insidie al socio principale con il 23,94% Vivendi. Il quadro potrebbe ulteriormente cambiare se fossero confermate le indiscrezioni sulla volontà di raggiungere il 10% da parte del CdA della Cassa.

Elliott e Cassa Depositi e Prestiti fanno infatti fronte comune per il progetto sulla creazione di un unico soggetto che possa gestire in Italia il complesso delle infrastrutture digitali in Italia.

Da inizio Febbraio 2019 Tim e Open Fiber (controllata al 50% da Cdp) hanno formalmente istituito un tavolo di confronto per valutare le possibili collaborazioni e sinergie. Tale stato delle cose tuttavia non incontra l’approvazione di Vivendi, che ritiene la rete una componente strategica per la società. Anche in funzione di questo parleranno i voti dell’assemblea di venerdì 29 Marzo 2019.

 

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