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Fondazione EBRI in favore di studentesse afghane col sostegno anche di Fondazione Tim

Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) Rita Levi-Montalcini ha lanciato un nuovo progetto che ha l’intento di accogliere a Roma studentesse afghane, per permettergli di proseguire le attività di studio e ricerca sul cervello, attualmente precluse nel loro Paese.

Il progetto EBRI si svolge in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, oltre ad avere il sostegno di Fondazione Tim, Angelini Pharma e Unidata. Fondazione EBRI, comunque, è alla ricerca di ulteriori finanziatori, con lo scopo di estendere la propria iniziativa.

Per il Professor Antonio Cattaneo, Linceo, Presidente dell’EBRI, e per il Professor Enrico Cherubini, Direttore scientifico dell’EBRI, questo progetto offre alle ricercatrici la possibilità di portare avanti le proprie aspirazioni e alla Fondazione l’opportunità di confermare la propria vocazione internazionale, insieme alla propria attenzione nei confronti delle donne e della ricerca scientifica.

Fondazione EBRI

Di seguito, invece, le parole del Professor Salvatore Rossi, Presidente di Fondazione Tim:

Il progetto promosso dalla Fondazione EBRI Rita Levi-Montalcini oltre ad essere un contributo alla scienza e al diritto allo studio, rappresenta anche un importante tributo alle donne afghane.

Con questa donazione, la Fondazione TIM, che da sempre sostiene le categorie più fragili e i progetti di inclusione sociale, vuole essere al fianco delle giovani studentesse in modo che possano realizzare il loro sogno formativo.

Crediamo che questo progetto rappresenti un’occasione concreta per valorizzare la parità di genere – in particolare per le donne afghane che vivono da mesi in un contesto di forti limitazioni – e per migliorare l’esperienza di vita delle studentesse che potranno guardare al futuro con più speranza.

La Dottoressa Agnese Cattaneo, Chief Medical Officer di Angelini Pharma, inoltre, ha voluto sottolineare la valenza umana, scientifica e sociale di questo progetto, che promuove uno scambio reciproco con le giovani donne afghane coinvolte, offrendo loro una concreta possibilità di crescita personale e professionale e ottenendo in cambio l’arricchimento della ricerca italiana, sul piano culturale e umano, e un esempio di resilienza, coraggio e passione, per lo studio e la conoscenza, a tutti gli studenti.

Di simile opinione anche l’Ambasciatore Pasquale Terracciano, Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale della Farnesina, che ha dichiarato:

Siamo molto grati alla Fondazione EBRI e a quanti hanno reso possibile questo importante progetto. L’iniziativa consentirà a una giovane e meritevole ricercatrice afghana di proseguire le proprie ricerche presso una nostra riconosciuta eccellenza.

Sin dai primi frangenti della crisi afghana, la società civile italiana ha dato prova di grande solidarietà. La Farnesina si pone al servizio di questo sforzo corale per consentire, attraverso un’opera di coordinamento, razionalizzazione e facilitazione dei diversi tipi di offerte, la realizzazione delle legittime aspirazioni delle giovani e dei giovani afghani a un futuro migliore.

La prima ricercatrice afghana, infatti, è stata individuata attraverso l’aiuto della Third World Academy of Science (TWAS, Trieste) e si trova già in Italia. La ragazza, laureata in Fisica, inizierà la propria attività presso la Fondazione EBRI a giugno 2022, inserendosi in progetti in corso, relativi agli studi sul cervello (analisi di big data, intelligenza artificiale applicata alle Neuroscienze, analisi di segnali elettrici ed ottici nel cervello) e volti a contrastare patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer, e del neurosviluppo.

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