TAR Lazio: annullata la multa milionaria a Wind Tre per la fatturazione a 28 giorni


Dopo il caso di Vodafone, è adesso il turno di Wind Tre: il TAR ha reso nota la sentenza sul ricorso proposto da Wind Tre contro l’AGCOM per la delibera del 19 Dicembre 2017 sull’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria e sullo storno per i giorni non fruiti dagli utenti.

Inoltre, Wind Tre, aveva chiesto l’intervento del TAR anche per l’annullamento delle delibere successive, come quella del 1° Marzo 2018, del 9 Aprile 2018 e del 6 Giugno 2018, con cui si fissava un termine di adempimento al 31 Dicembre 2018.

Con la delibera del 19 Dicembre 2017, si ricorda, l’AGCOM aveva irrogato anche a Wind Tre una sanzione amministrativa pecuniaria per non aver rispettato la cadenza di rinnovo e fatturazione su base mensile o su multipli di esso, disponendo lo storno degli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni di servizio non fruiti, a partire dal 23 Giugno 2017.

   

Wind Tre aveva immediatamente impugnato la delibera per incompetenza, eccesso di potere e per sviamento, sottolineando che la disciplina della fatturazione mensile andava dettata dalla legge, e che dunque l’AGCOM non poteva regolare la durata del ciclo di fatturazione.

Inoltre, secondo Wind Tre l’Autorità non poteva ordinare il rimborso delle somme, non trattandosi di una misura sanzionatoria, e a riguardo non erano giunte specifiche richieste da parte degli utenti.

Ma le ragioni a difesa di Wind Tre non finivano qui: l’operatore sosteneva che non era stato avviato alcun contraddittorio procedimentale in sede di individuazione del meccanismo di rimborso e che lo stesso non risultava chiaro poiché, nello specifico, non si riscontravano casi di mancata erogazione del servizio.

Inoltre, l’eventuale storno non poteva essere disposto con effetto immediato, ma occorreva fissare un termine ragionevole per l’adempimento.

il TAR aveva accolto la domanda presentata da Wind Tre e l’Autorità aveva disposto la revoca dello storno, imponendo però la posticipazione della data di decorrenza delle fatture per un numero di giorni pari a quelli erosi dalla fatturazione a 28 giorni. 

Wind Tre era ricorsa al TAR anche in questa occasione, definendo la delibera illegittima e considerando la posticipazione della fatturazione come uno strumento con il medesimo effetto economico del rimborso.

A questo punto, anche Codacons era intervenuta a tutela della nuova delibera, così come Movimento Consumatori e l’Udicon.

E per finire, l’operatore aveva anche impugnato la più recente delibera del 6 Giugno 2018 con cui si fissava il termine per gli adempimenti al 31 Dicembre 2018, “per eccesso di potere in tutte le figure sintomatiche e per sviamento”.

TAR Wind Tre sanzione

Alla luce di quanto fin qui esposto, il TAR ha dovuto valutare il caso specifico, con una sentenza pubblicata oggi, 8 Gennaio 2019, a poche ore di distanza dalla notizia della richiesta di modifica della multa ai danni di Vodafone. E per Wind Tre l’esito è il medesimo.

Secondo il TAR, infatti, la sanzione irrogata a Wind Tre, corrispondente al massimo edittale di 1.160.000 euro, va annullata, in quanto “nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative, se non in forza di una legge entrata in vigore prima della commissione della violazione“. E all’epoca della violazione, la sanzione prevedeva un massimo edittale di 580.000 euro, vale a dire l’esatta metà rispetto alla sanzione effettivamente irrogata.

Per questa ragione, il TAR ha deciso che la sanzione amministrativa vada annullata, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’AGCOM sul punto.

Si ricorda che i tanto discussi rimborsi erano previsti per il 2018, ma il Consiglio di Stato ha sospeso la validità delle sentenze del TAR del Lazio, che stabilivano l’obbligo di risarcire gli utenti entro il 31 Dicembre 2018.

 

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