La Storia della TelefoniaTim

Da Sip a Tim, storia di un logo dal 1994 ad oggi

Sono passati 24 anni da quando Sip, in quel lontano Agosto 1994, insieme ad altre quattro società – Iritel, Telespazio, Italcable e Sirm – avrebbe segnato la nascita di Telecom Italia S.p.a., l’impresa telefonica italiana che dall’alto del suo monopolio ha continuato a rinnovarsi e ad evolversi fino a diventare attualmente il sesto gestore di telecomunicazione a livello mondiale.

Un momento storico cruciale quello del passaggio da Sip a Telecom Italia, che si ripercuote anche sull’aspetto grafico del proprio brand. Il marchio verrà dunque rivisitato e modificato, con l’intento di trasmettere il senso di novità e cambiamento dell’azienda, ma senza apparire troppo “nuovo”, o sradicato dal patrimonio di immagine che si portava alle spalle, per non disorientare la clientela.

Nel logo, la scritta Sip viene sostituita da “Telecom Italia”, mantenendo il font e il colore grigio del testo. La nuova dicitura resta al di sopra del tetragramma di natura gregoriana, composto da quattro onde orizzontali e parallele. Queste ultime, nell’immaginario dei designer del nuovo logotipo, rappresentavano un insieme di cavi su cui viaggiano le nostre voci.

Tra la fine degli anni Novanta e gli inizi degli anni Duemila, Internet raggiunge il suo apice, rappresentando il nuovo orizzonte della concorrenza tra le compagnie telefoniche. Non più solo telefonia fissa e mobile: la trasmissione dati diventa il nuovo focus nell’ambito della telecomunicazione.

Dinanzi ad un cambiamento così radicale, Telecom Italia, come molte altre aziende, necessita di un ulteriore rinnovamento della propria immagine e della propria identità. Innanzitutto, il colore rosso del logo diventa più incisivo: dalla tonalità pantone warm red, diventa pieno; in secondo luogo, il testo, che assiste all’integrazione dell’indirizzo web www.telecomitalia.it“, posto in basso, ed allineato a destra e di colore rosso. Siamo in pieno autunno del 2000.

Sempre agli inizi del Duemila, nel pieno della grande espansione delle TLC nel mondo Internet, Telecom Italia lancia la campagna istituzionale “Come vorresti che fosse il futuro”, con testimonial illustri, noti nello scenario cinematografico internazionale e non: da Nelson Mandela, a Marlon Brando, da Leonardo Di Caprio a Rita Levi Montalcini.

Nell’estate del 2001, viene introdotto un primo vero e proprio pay off: “TELEFONIA FISSA, MOBILE, INTERNET, MEDIA, INFORMATION TECHNOLOGY, THE NEXT THING” posizionato nella parte superiore del marchio. Un modo ancora più diretto per raccontare la convergenza delle tecnologie e l’apertura verso la tecnologia e Internet, e di trasmettere il senso della proiezione verso il futuro.

Nei primi mesi del 2003, il brand subisce ancora qualche lieve ritocco: per migliorarne la leggibilità senza modificarlo in modo radicale, e renderlo ancora più immediato, dal tetragramma che affianca il nome Telecom Italia si passa a un trigramma (tre onde al posto di quattro), dalla forma più morbida. Anche il testo subisce qualche modifica: il font cambia e passa dal carattere Univers Bold Italic al Meta, più leggibile e dall’aspetto più moderno.

Siamo sempre nel 2003, a pochi mesi dall’ultimo restyling del logo: parte la nuova campagna istituzionale “Comunicare è vivere”, un messaggio forte, stavolta fondato più sul lato emotivo dell’essere umano e della comunicazione, e che diventa il nuovo pay off riportato in basso al trigramma del brand.

Dal 2004 al 2015, il marchio non registra alcun tipo di variazione. L’ultima novità risale al 2016, quando Telecom Italia viene rappresentata dal brand rosso/blu di Tim, che, da quel momento in poi, abbraccia sia la componente mobile che quella fissa della stessa realtà aziendale.

 

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