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SINFI si estende alle infrastrutture subacquee: arriva un nuovo modello dati

Il SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture) amplia il suo perimetro, includendo adesso anche le infrastrutture presenti in ambiente subacqueo, attraverso l’introduzione di un nuovo modello dati dedicato.

La novità è stata annunciata da Infratel Italia il 1° Ottobre 2026 e deriva dal decreto del 28 Agosto 2026, con cui è stata aggiornata la disciplina del SINFI, adeguandola all’evoluzione del quadro europeo e nazionale in materia di infrastrutture digitali, sicurezza e resilienza delle reti.

Come già approfondito da MondoMobileWeb, il SINFI rappresenta il catasto nazionale delle infrastrutture, attraverso cui vengono raccolte e organizzate le informazioni relative alle infrastrutture presenti sul territorio nazionale.

La piattaforma fa capo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), è coordinata dal Dipartimento per la trasformazione digitale ed è gestita da Infratel Italia.

SINFI introduce il nuovo modello dati subacqueo

Con il decreto del 28 Agosto 2026 viene introdotto all’interno del SINFI un nuovo modello dati subacqueo, che si affianca ai modelli già previsti per il soprasuolo e il sottosuolo.

In questo modo, il sistema estende la propria capacità di rappresentare il patrimonio infrastrutturale nazionale anche al di sotto della superficie dell’acqua.

In particolare, il nuovo perimetro comprende le infrastrutture collocate nel fondo, nel sottosuolo e nella colonna d’acqua di laghi, corsi d’acqua e altre acque interne, oltre a quelle presenti nelle zone marittime sottoposte alla giurisdizione nazionale.

L’aggiornamento permette quindi di includere all’interno del catasto nazionale anche le informazioni relative alle infrastrutture presenti negli ambienti subacquei, affiancandole a quelle già previste per il soprasuolo e il sottosuolo.

Accesso limitato ai dati delle infrastrutture strategiche

Nell’ambito dell’estensione del SINFI all’ambiente subacqueo, sono previste anche specifiche misure per la protezione delle informazioni relative alle infrastrutture considerate strategiche.

In particolare, secondo quanto indicato da Infratel Italia, i dati relativi alle infrastrutture subacquee strategiche non saranno accessibili al pubblico.

L’accesso a queste informazioni sarà infatti riservato esclusivamente agli enti preposti alla sicurezza, sulla base di richieste motivate e secondo modalità che saranno definite attraverso specifici accordi operativi.

In questo modo, l’ampliamento delle informazioni presenti all’interno del SINFI viene affiancato da limitazioni all’accesso per i dati relativi alle infrastrutture che richiedono specifiche esigenze di sicurezza.

Il progetto per l’evoluzione del SINFI

Come già raccontato da MondoMobileWeb, il SINFI è interessato da un più ampio percorso di evoluzione e potenziamento, con l’obiettivo di ampliare e aggiornare le informazioni relative alle infrastrutture presenti sul territorio nazionale.

In particolare, nei mesi scorsi MondoMobileWeb ha approfondito il progetto da 69,9 milioni di euro dedicato alla digitalizzazione del sottosuolo nazionale e all’evoluzione del SINFI.

Il progetto prevede, tra le altre cose, attività di rilievo, digitalizzazione e aggiornamento dei dati, con l’obiettivo di aumentare la quantità e la qualità delle informazioni disponibili all’interno del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture.

Inoltre, come già raccontato da MondoMobileWeb, a Giugno 2026 Infratel Italia ha avviato il progetto “Supporto ai Comuni” 2026, rivolto ai Comuni con una popolazione fino a 50 mila abitanti.

Attraverso questa iniziativa, le amministrazioni interessate possono ricevere supporto per la raccolta, il rilievo sul campo, la digitalizzazione e l’aggiornamento dei dati relativi alle infrastrutture di propria competenza, con successivo caricamento delle informazioni all’interno del SINFI.

Con l’introduzione del nuovo modello dati subacqueo, il Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture amplia quindi ulteriormente il proprio ambito, affiancando alle informazioni relative al soprasuolo e al sottosuolo anche quelle riguardanti le infrastrutture presenti al di sotto della superficie dell’acqua.

Secondo Infratel Italia, questa modifica rappresenta un ulteriore passaggio nel processo di evoluzione del catasto nazionale delle infrastrutture, con l’obiettivo di contribuire a una conoscenza più completa del patrimonio infrastrutturale e di rafforzare gli strumenti a supporto della connettività, della sicurezza e della resilienza delle reti.

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