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TIM: dettagli del piano di scissione di Pietro Labriola in vista del CdA sulla nomina dell’AD

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Già prospettata in tempi recenti, l’ipotesi di una scissione in seno a TIM, tra la componente della rete e quella del servizio commerciale, prende piede in questi giorni, sostenuta dal manager Pietro Labriola.

Labriola, ancora Amministratore Delegato di TIM Brasil e da pochi mesi Direttore Generale di TIM, ha fatto il suo ingresso nel Gruppo nel 2001, ricoprendo incarichi di crescente importanza. Il manager pugliese è stato Chief Operating Officer di TIM Brasil dal 2015 al 2018 per poi assumere il ruolo di CEO della divisione, fino ad oggi.

Con le dimissioni di Gubitosi dalla carica di Amministratore Delegato in data 26 Novembre 2021, Pietro Labriola ha assunto il ruolo di Direttore Generale di TIM e potrebbe presto diventare lui stesso AD, nel corso del prossimo Consiglio di Amministrazione dell’azienda chiamato a valutare anche la sua proposta sulla scissione.

Il piano di Pietro Labriola: scissione senza l’OPA proposta da KKR

Come scriveva ieri 16 Gennaio 2022 La Repubblica, infatti, Pietro Labriola starebbe mettendo a punto un piano per la scissione di TIM tra rete e servizio commerciale, senza passare per l’Offerta Pubblica di Acquisto valutata da KKR.

Il piano strategico di cui Labriola ha tracciato le linee guida prevede infatti una divisione di TIM in due società separate, entrambe quotate in borsa. La prima sarebbe concentrata sulla rete, la seconda sui servizi.

Il piano che Labriola starebbe costruendo insieme agli advisor Mediobanca e Vitale, in linea con le prospettive di Cassa Depositi e Prestiti e Vivendi, permetterebbe di assegnare agli azionisti due titoli diversi, per la Netco (la società della rete) e la Service (servizio commerciale) permettendo così agli azionisti di disporre delle azioni a proprio piacimento.

In altri termini, si tratta dello stesso piano ipotizzato dal Fondo KKR (già presente in FiberCop con il 37,5% delle quote) ma con la differenza che la versione di Labriola esclude il passaggio relativo all’Offerta Pubblica d’Acquisto con conseguente delisting.

Le criticità della proposta di KKR e i dubbi sul piano industriale di TIM

L’ipotesi dell’OPA di KKR, al momento semplice manifestazione d’interesse, non aveva convinto infatti su più fronti, essenzialmente a causa delle lunghe tempistiche. Secondo gli advisor che stanno valutando i progetti, la finestra temporale per l’offerta pubblica d’acquisto sarebbe compresa tra i 9 e i 12 mesi, a cui andrebbero sommati altri 24 mesi circa per lo scorporo della rete.

Tempistiche diluite che chiaramente non turbano i fondi infrastrutturali, ma che rallenterebbero il processo di creazione della rete unica indipendente, per il quale la scissione di TIM è estremamente funzionale.

A tal proposito, il passo successivo per Cassa Depositi e Prestiti sarebbe quello di vendere azioni della Service a favore della Netco per poi avviare l’unione con Open Fiber, posseduta già al 60%.

Inoltre, come evidenzia sempre La Repubblica, la lunga attesa potrebbe incidere negativamente sulle possibilità di TIM di usufruire del capitale in arrivo nel settore delle telecomunicazioni tramite il PNRR.

Anche il Ministro dello Sviluppo Economico, Giorgetti, aveva commentato lo scenario dell’OPA di KKR su TIM, evidenziando che in ogni caso lo stato non potrà rinunciare a forme di controllo sugli asset strategici del Gruppo.

Chiaramente, anche sulla proposta alternativa di Pietro Labriola (quella, dunque, senza OPA) rimangono dubbi legati essenzialmente alle scarse informazioni pubbliche in questo momento. Ad esempio, non è ancora possibile conoscere l’approccio impiegato relativamente alla ripartizione del debito tra Netco e Service. Allo stesso modo, anche il tema della riallocazione dei dipendenti di TIM nelle due società separate costituirà un fattore di decisione molto rilevante.

Pietro Labriola, nuovo Direttore Generale

I prossimi passi

Per il momento, secondo le informazioni note, già domani 18 Gennaio 2022 Pietro Labriola presenterà le linee guida del suo piano industriale, mentre il 21 Gennaio 2022 il CdA straordinario deciderà sulle nomine.

Per la presentazione del piano al mercato, si dovrebbe attendere il Consiglio di Marzo. Nello stesso periodo, dovrebbe giungere anche la risposta del Gruppo alla richiesta di due diligence da parte di KKR, che è slittata proprio a causa del focus sul nuovo piano industriale.

C’è poi ancora l’incognita di Cvc, altro fondo industriale inglese, che sta studiando da mesi il dossier TIM e che potrebbe manifestare il suo interesse con un piano non particolarmente dissimile da quelli già esposti, qualora la proposta di Labriola dovesse incontrare resistenze.

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