Approvate le nuove disposizioni sul diritto di recesso per le promozioni di telefonia, Internet e tv


Nella Legge annuale per il mercato e la concorrenza, entrata in vigore mercoledì 2 agosto 2017, è coinvolto anche il settore delle telecomunicazioni. La legge era stata prevista a sua volta dalla legge 99 del 2009, che all’articolo 47 ne sanciva l’obbligatorietà. Per la prima volta in Italia si ha una legge annuale per la concorrenza attraverso il ddl (disegno di legge) che era stato approvato dal consiglio dei ministri il 20 febbraio 2015 su proposta del Ministero dello sviluppo economico. Il governo ha voluto porre la fiducia sul voto del Senato quando il ddl giungeva alla quarta lettura parlamentare dopo due anni e mezzo di travagliato cammino.

Il punto su cui si sviluppa la neonata legge nel campo delle comunicazioni è il costo di recesso. In una nota del 24 febbraio 2015, il MISE prendeva atto di come il Decreto Bersani del 2007 aveva abolito le penali per recesso anticipato dai contratti di telefonia, Internet e tv. La nuova legge non interviene in questo campo, poiché disciplina i costi di recesso dalle promozioni relative ai servizi, come lo possono essere la possibilità di guardare gratuitamente le partite di calcio o l’uso di uno smartphone. Le penali in caso di recesso anticipato per le promozioni, infatti, continueranno a essere in vigore. Tuttavia il cliente deve essere messo correttamente ed esaustivamente al corrente dei costi di uscita in caso di recesso anticipato e l’operatore deve renderne giustificazione all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. La durata delle promozioni non potrà essere superiore ai 24 mesi e i costi di uscita dovranno essere proporzionati e regolati in base al valore del contratto e alla durata residua delle promozioni.

La sostanziale innovazione non colpisce quindi il campo dei contratti di telefonia, Internet o tv, bensì quella delle relative promozioni. Lo scopo del MISE, come dichiarato nella nota, è quello di regolare e rendere trasparente una procedura che prima non lo era. Precedentemente i costi di uscita, infatti, erano giustificati dai costi che l’operatore stesso avrebbe sostenuto per la disattivazione della promozione. In virtù di questa disposizione gli operatori avevano introdotto degli sconti sugli apparati in vendita rateale i cui vincoli di permanenza, che facevano impennare i costi di recesso, scoraggiavano il consumatore a recedere.

Altre disposizioni sono state previste per la tariffazione dei servizi e l’erogazione di donazioni e la prenotazione della partecipazione ad eventi.

Carlo Calenda, Ministro Sviluppo Economico

La legge sarà attivata mediante dei decreti attuativi, anche se il ministro Calenda ha comunque auspicato di ampliare nel dettaglio la disciplina mediante dei decreti legge che vadano a incidere ciascun ambito e che rimuovano gli ostacoli regolatori e disciplinino la competenza delle regioni e delle province. Proprio secondo la Legge del 2009 che ne prevedeva l’obbligatorietà, tali atti devono essere adottati entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge. Sarà questo il passo definitivo di un cammino legislativo lungo già 894 giorni e il cui completamento era previsto da quasi 3000.

 

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  • Squak9000

    Quindi?
    In termini di “money”…?

    Se mi recesso mi costava 100… ora quanto?

  • Underdog

    “La legge sarà attivata mediante dei decreti attuativi…da farsi entro 120 giorni”,si..come no..aspetta e spera che questi facciano i decreti attuativi.Con molta calma,si valuta,si controlla e se emergono dubbi,si prende altro tempo.E noi se vogliamo cambiare operatore dobbiamo sottostare ai canoni da quasi 4 euro al mese per un router farlocco(che sono chiaramente un costo aggiuntivo per scoraggiare il recesso,e visto che vanno molto oltre i 24 mesi non ci vuole molto a capire perchè siano stati introdotti)
    Ma a chi vogliono prendere in giro?

  • E finalmente, dopo che persino la logica suggeriva una sostanziale “sterzata” in senso moderno, si è messo nero su bianco che esiste il “principio di simmetria”.

    Ovvero: se io stipulo un contratto online perché più comodo, tutto deve svolgersi nell’ambito virtuale. Comprese le nuove attivazioni e, soprattutto, i recessi.

    Curioso: giusto l’altro giorno ho ricevuto da Sky una e-mail (alla mia casella di posta elettronica personale, registrata nell’area riservata) che “prendendola moooolto alla larga” (“offriamo contenuti sempre migliori, calcio, ecc. ecc.”), mi comunicava che dal giorno 1 Ottobre, la fatturazione dei contenuti sarebbe avvenuta ogni 4 settimane anziché su base mensile con, in calce e scritto con caratteri talmente piccoli da risultare un affronto persino ad un falco, l’opportunità di recedere senza costi ai sensi del DL Bersani, ma…. mediante Raccomandata A/R!!!

    E io a chiedermi, come è logico: “perché, se Sky mi invia una comunicazione via e-mail, esaurendo tutti i suoi obblighi di legge, io dovrei invece sbattermi a scrivere una raccomandata (facendo attenzione a specificare bene che si intende recedere per variazione contrattuale, altrimenti scattano le penali), andare all’ufficio postale, prendere un permesso dal lavoro, pagare non pochi euro, per esprimere la mia volontà di recedere, quando potrei farlo rispondendo alla loro stessa e-mail?”

    Fortunatamente sapevo che tutta la procedura si potesse fare anche via PEC (che io ho), ma che, né nella e-mail inviatami, né nelle FAQ del sito assistenza, era mai citata.
    Non mi sono perso d’animo e ho inviato la mia PEC. Ieri sera mi è già arrivato il messaggio sul decoder di presa in carico della mia pratica con attivazione del numero verde.

    Ecco: su questi aspetti le aziende che forniscono servizi “latitano”, se non addirittura risultano essere “reticenti” e omissive, cercando in ogni modo di rendere le procedure opache.
    Occorre informarsi sempre e, dato che adesso c’è anche una legge al riguardo (e aspettiamo i decreti attuativi e le circolari di servizio, comunque), anche questo è un piccolo, ulteriore passo a tutela dei consumatori.

    Se poi c’è sempre chi, invece, è sprovveduto, allora…

  • Cito:
    “La nuova legge non interviene in questo campo, poiché disciplina i costi di recesso dalle promozioni relative ai servizi, come lo possono essere la possibilità di guardare gratuitamente le partite di calcio o l’uso di uno smartphone. Le penali in caso di recesso anticipato per le promozioni, infatti, continueranno a essere in vigore.

    C’è scritto sopra. Nell’articolo pubblicato.

  • Squak9000

    Capito… ma dovanno essere proporzionali.
    Ma quanto proporzionali?

  • Cetto

    E allora ??? Telefono incluso di Wind dovrà passare dalle attuali 30 rate mensili ad un massimo di 24 ??? Ed il modem-fibra di Tim anche lui da 48 rate a max 24 ??? 😨😨

  • Come per quasi tutte le leggi, il linguaggio è volutamente ambiguo, perché così potrebbe dare adito a diverse interpretazioni…. “Lobbing” da parte delle aziende per avere un certo “margine di manovra”…

  • Giova

    Meglio sarebbe stato che il recesso non fosse assolutamente mai pagato… Ma capirai siamo in “Itaglia ” unico paese democratico in cui il cittadino non ha neanche più diritto di voto.. Cosa volete sperare?

  • Giacomo Boldrini

    veramente qua è stato fatto un ottimo lavoro per tutelare entrambi i firmatari del contratto….non vedo nulla di antidemocratico se non la tua richiesta di poter saltare da un operatore all’altro senza penali dopo aver firmato un contratto vincolante

  • Giova

    Secondo te può considerarsi un contratto vincolante, dove quando firmi ti viene proposta una cifra e dopo 6 mesi o più te l’aumentano?? Io non vedo nessuna vincolita’, se leggi bene l’articolo si parla di uscire senza penalità da una promozione e non da un contratto regolarmente scritto! Poi se te ci vedi qualcosa di democratico e hai soldi da buttare posso essere felice per te… Ma a me permettimi le cose non stanno bene, partendo dalle continue rimodulazioni fino alla quasi incomprensione delle compagnie telefoniche (non tutte) verso i clienti.

  • Giacomo Boldrini

    hai mai firmato un contratto di fornitura di luce/gas ? un mutuo ?…hai mai sentito parlare di tasso variabile ? questi sono contratti moooooolto più vincolanti ed è assolutamente legale. secondo il tuo ragionamento la fornitura luce/gas in passato (molto prima del mercato libero) era molto antidemocratica, i mutui sono antidemocratici…trovare prezzi diversi sullo stesso prodotto in vari supermercati è antidemocratico così come trovare il prezzo della cocacola che all’ipercoop va su e giù come le montagne russe da almeno un decennio…non ha senso. se non vuoi vedere rimodulazioni, tassi variabili, variazioni di mercato o aumenti di prezzo…l’unica cosa che ti consiglio è una macchina del tempo che sappia andare molto indietro

  • Giova

    Non vedo l’attinenza tra un contratto di luce o gas e uno di telefonia… Io mi farò un tuffo nel passato, mentre tu fai un tuffo nel presente… Qui sei su un sito che tratta di operatori telefonici… Magari in futuro si occuperà anche di contratti di luce e gas e perché no anche di contratti immobiliari, ma ti ripeto qui nel presente stiamo parlando di telefonia, internet, mondo tecnologico….. Un saluto.

  • Giacomo Boldrini

    era per farti capire (o almeno…cercare di…) che le variazioni di mercato ci sono ovunque, quasi da sempre, è legale e corretto sia per chi vende che per chi compra, sia per chi fornisce un servizio che per chi ne usufruisce (vedi l’ultima rimodulazione di tim che ha aumentato dei costi ma mettendo più gb a disposizione dei clienti, visto che ti lamentavi che i miei paragoni sconfinavano troppo) e come ho detto e ripetuto è giusto, specialmente per difendere gli operatori da quelli che, come te, firmano promesse e sperano di passarla liscia. e qua sono tornato all’inizio dove ti lamentavi che è antidemocratico far pagare una penale a chi firma un contratto vincolante (da come hai precedentemente risposto al riguardo, signor vincolità, ti consiglio di informarti sul significato del termine) per poi recedere prima del previsto…o per meglio dire, del dovuto. per educare alla civiltà io, nei panni di AGCOM, le avrei alzate mostruosamente le penali, proprio perché siamo in democrazia ci sono leggi atte a difendere i diritti di ogni singolo componente della società e quando queste non vengono rispettate vanno fatte temere…vedi l’ultima modifica fatta apposta per chi si distrae alla guida. il senso di tutto ciò era:

  • RobyMax1

    A distanza di 10 anni tutti noi continuiamo a vivere di rendita dal Decreto Bersani, dalla telefonia ai mutui, passando per le assicurazioni, i soldi che ci ha fatto risparmiare sono tanti.
    In quel poco di tempo che gli è stato concesso ha fatto il bene del popolo, che come sempre poi se ne è dimenticato.

  • bear_666

    Sicuramente per i contratti in essere rimarranno le regole antecedenti

  • Giova

    Guarda allora siamo sulla stessa lunghezza d’onda, probabilmente non ci siamo capiti.
    Non volevo offenderti, manco ci conosciamo era solo per dirti che ogni contratto fa testo a se, non puoi paragonare un contatto della luce con uno di telefonia e ti dirò di più non puoi nemmeno paragonare un contratto wind con uno Tim pur essendo entrambi operatori telefonici in quanto nessun contratto è identico all’altro!!
    Che l’agcom dovesse avere una mano molto più pesante sono perfettamente d’accordo, la multa inflitta a wind sono briciole per un gestore di telefonia da un fatturato da capogiro! Chiudo qui i miei commenti.

  • Giova

    Guarda allora siamo sulla stessa lunghezza d’onda, probabilmente non ci siamo capiti.
    Non volevo offenderti, manco ci conosciamo era solo per dirti che ogni contratto fa testo a se, non puoi paragonare un contatto della luce con uno di telefonia e ti dirò di più non puoi nemmeno paragonare un contratto wind con uno Tim pur essendo entrambi operatori telefonici in quanto nessun contratto è identico all’altro!!
    Che l’agcom dovesse avere una mano molto più pesante sono perfettamente d’accordo, la multa inflitta a wind sono briciole per un gestore di telefonia da un fatturato da capogiro! Chiudo qui i miei commenti.

  • Giova

    E cmq le penalità per il recesso di un contratto le stabilisce ogni singolo operatore e non l’AGCOM!! Continui ad attaccarmi che non conosco il termine vincolita’ ma a quanto pare tu non conosci tanti meccanismi! L’AGCOM è a difesa del consumatore mica degli operatori di telefonia…. Studiati prima l’argomento e poi sempre educatamente sei libero di attaccarmi… Ma cosi giusto per fare polemica evita di darmi adosso, perché non è il sito e né sono io la persona giusta per essere attaccato.

  • Giova

    Bravo bear io ci ho provato a spiegarglielo ma continua a fare mille paragoni: è una causa persa, o non vuole capire o non capisce!

  • Giacomo Boldrini

    Ci rinuncio, andate da un giudice a chiedere il risarcimento per le rimodulazioni se sono illegali e imprevedibili come dite… più che dirvelo con un italiano comprensibile e con paragoni ed esempi (l’unica cosa che non ho provato sono i disegni sulla lavagna) non so che fare…

  • Vitto

    Che pena, forse non tanto per i costi da addebitare al singolo, ma in quanto la NOSTRA classe dirigente si dimostra incapace di dimostrarsi libera da balzelli che la costringono a fare da porta-borsa all’economia (economia si fa per dire).