Talkway, l’app adottata da Tim e Vodafone, trasforma lo smartphone in Walky-Talky


Talkway, l’app professionale Push To Talk, può sostituire le radiotrasmittenti tradizionali. Una tecnologia, in grado trasformare lo smartphone in un walky-talky, sviluppata dalla pordenonese Alea e adottata, tra gli altri, da Security Service di Roma (vigilanza), Midland (accessori motociclistici), Marina Militare e Protezione civile della Regione Friuli Venezia Giulia e recentemente da due colossi della telefonia come Vodafone, che da qualche mese la distribuisce sotto il brand ‘Push and Talk’ e Tim, di cui Alea è diventata ufficialmente fornitore da questo mese.

La campagna di equity crowdfunding, lanciata sulla piattaforma CrowdFundMe, sta per raggiungere, con più di 10 giorni di anticipo sulla scadenza, il primo obiettivo di 150.000 euro, cifra che sarà impiegata per  attività di ricerca e sviluppo e in particolare per apportare  migliorie e integrazioni richieste dagli operatori che già utilizzano il servizio e realizzare una versione MCPTT (Mission Critical Push To Talk), secondo quanto definito dagli Organismi di standardizzazione internazionale.

Talkway, che nasce dall’esigenza di sostituire le ricetrasmittenti tradizionali con gli smartphone, grazie a un’app dedicata, oltre alla funzionalità Push To Talk, permette lo scambio istantaneo di contenuti, garantisce la geolocalizzazione e offre una piattaforma web per l’attività di supervisione e di monitoraggio da parte della centrale operativa. Gli utenti possono pianificare le attività sul territorio usando la geolocalizzazione e migliorare la sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro con la funzione “Uomo a Terra”.

Il software di base è protetto da deposito del 29 Dicembre 2015 nella sezione Olaf della SIAE. Alea S.r.l., società proprietaria di Talkway, è divenuta nel Febbraio 2017 una piccola media e impresa innovativa. Infatti, l’azienda può distribuire utili senza i vincoli imposti alle startup innovative e pertanto l’investitore potrà godere degli eventuali dividendi già con i risultati dell’esercizio 2017.

Il portafoglio ordini dell’azienda Alea, con sede Polcenigo in provincia di Pordenone, ha finora superato l’importo di 200.000 euro, con la stima di chiudere l’anno con un fatturato di circa 600mila Euro, un MOL di 300.000 euro e una proiezione di aumento annuale del volume delle vendite pari al 60 e 70%.

CrowdFundMe è uno dei primi portali italiani di equity crowdfunding, per numero d’investitori, che sostiene le startup e PMI innovative, supportando sia l’investitore che l’imprenditore con tutti gli strumenti e le garanzie necessarie per favorire il buon esito dei progetti proposti. E’ stato fondato, nel 2015, da Tommaso Baldissera Pacchetti, imprenditore milanese di 29 anni, con lo scopo di aiutare giovani imprenditori nel reperire capitali, utili per sviluppare i propri progetti imprenditoriali.

Nei primi cinque mesi del 2017 CrowdFundMe ha raccolto oltre un milione di euro, raggiungendo un volume complessivo di 1,776 milioni, per 10 startup finanziate e 902 investitori, pari al 44% di chi investe in equity crowfunding in Italia. L’equity crowdfunding è una forma di finanziamento destinata alle startup e a tutte le PMI, non più soltanto quelle innovative (da maggio 2017, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della manovra correttiva alla Legge di Stabilità che consente il ricorso all’equity crowdfunding anche alle piccole e medie imprese costituite come srl). La legge italiana consente l’esercizio dell’attività di gestione di portali esclusivamente a soggetti autorizzati dalla Consob e iscritti in un apposito registro. I gestori registrati possono esercitare l’equity crowdfunding soltanto in relazione ai titoli di capitale emessi da startup e PMI

Per ulteriori informazioni sulla campagna di crowdfunding: http://www.crowdfundme.it/projects/talkway/

 

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