Quando internet diventa un’ossessione: le nuove forme di dipendenza tecnologica


pericolo_bambiniChe la tecnologia sia l’elemento più caratterizzante dell’epoca che stiamo vivendo ci sono pochi dubbi. Pensiamo infatti a quanto ormai l’uso di computer, smartphone, tablet, sia entrato a pieno titolo nelle normali e irrinunciabili attività quotidiane: si può dire che in senso generale siamo tutti “tecnodipendenti” in quanto non possiamo piu’ fare a meno di utilizzare questi strumenti in molti ambiti che comprendono il lavoro, lo svago, l’informazione.

Ma ciò che rappresenta una sorta di “novità” rispetto a tutta l’evoluzione tecnica precedente, è la possibilità che oggi ha la tecnologia di delineare spazi slegati dalla realtà quotidiana, di configurare esperienze al di là delle dimensioni materiali e concrete, di creare mondi alternativi che sono divenuti ormai parte della nostra esperienza : gli strumenti tecnologici attuali dunque offrono alla mente crescenti opportunità di interagire con realtà non materiali.

Le implicazioni psicologiche e filosofiche che ne conseguono sono enormi e stiamo davvero assistendo a un rapido salto culturale le cui conseguenze stanno entrando inevitabilmente nel nostro bagaglio cognitivo, prima ancora che si sia potuta comprendere appieno tutta la portata dell’innovazione che essi introducono.

C’è sicuramente ancora molto da verificare, da studiare.

E se non c’è dubbio sui vantaggi che l’utilizzo della tecnologia comporta, legati alla facilitazione della comunicazione e a una maggiore fruibilità dell’informazione, l’altra faccia della medaglia consiste nel rischio di diventare prigionieri di un sistema che mette in secondo piano altri aspetti della nostra vita, privata e relazionale.

Oggi si parla molto di dipendenza da Internet, che rappresenta un’area emergente delle dipendenze tecnologiche. Il fenomeno è in aumento : proviamo a capire di cosa si tratta.

Precisiamo innanzitutto che passare del tempo ogni giorno su Internet, non significa aver sviluppato una dipendenza.

L’Internet Addiction Desorder (IAD), questo è il nome scientifico di tale condizione, ha infatti delle caratteristiche ben precise e comporta cambiamenti drastici nel comportamento della persona:

– forte desiderio e bisogno di trascorrere molto tempo in rete

– mancato svolgimento di attività importanti della vita quotidiana

– privazione di sonno o cambiamento delle abitudini di sonno per passare più tempo in rete

– trascurare il lavoro e le relazioni sociali

– difficoltà nel doversi staccare dalla rete, che può manifestarsi anche con ansia di varia gravità, e nervosismo eccessivo.

Gli ambiti in cui l’abuso della rete crea dunque maggiore disagio sono:

– l’ambito familiare e relazionale, in quanto diminuisce sensibilmente la disponibilità verso il mondo esterno a causa dell’eccessivo coinvolgimento nelle attività della rete, con conseguenze anche molto gravi.

– l’ambito lavorativo e scolastico

– l’ambito finanziario, nei casi di gioco d’azzardo online

– l’ambito della salute, in quanto le lunghe ore trascorse in rete hanno delle ripercussioni a livello fisico (insonnia, mal di testa, problemi alle articolazioni, irregolarità dei pasti, stanchezza).

Quali sono le più comuni forme di dipendenza da esperienze mediate dalla rete?

– gioco d’azzardo compulsivo online: si comincia per caso, e gradualmente aumenta il bisogno di giocare impegnando somme crescenti di denaro. Non si riesce rinunciare, e ogni tentativo di limitare il tempo dedicato al gioco rende irritabili. Le ripercussioni nella vita reale, familiare e lavorativa, sono spesso molto serie.

– dipendenza da cyber sesso: la ricerca compulsiva di materiale pornografico in rete e/o di relazioni erotiche facilitate dall’utilizzo di webcam e microfoni. Per alcuni il cyber sesso diventa gradualmente la principale fonte di gratificazione sessuale, al punto da ridurre l’interesse per il partner reale, e da demotivare l’impegno verso la ricerca di relazioni reali. Le relazioni virtuali, protette dallo schermo e dall’anonimato, rappresentano infatti una forma di disimpegno e di “protezione” dal coinvolgimento personale, e dalle emozioni che il reale contatto fisico con l’altro inevitabilmente comporta.

– dipendenza da cyber relazioni: la forte spinta a stabilire relazioni di amicizia o sentimentali tramite le chat rooms e le e-mail. Spesso le relazioni che nascono in rete sono destinate a rimanere confinate nell’ambito della stessa, in quanto si rifiuta l’idea di conoscersi personalmente, al fine di mantenere un’immagine virtuale di sé idealizzata. Anche in questo caso ci si “protegge” da tutto ciò che comporta, a livello emozionale e affettivo, una reale conoscenza dell’altro.

– dipendenza da giochi di ruolo online: in questo tipo di giochi, si utilizza la rete per fare giocare tra loro più utenti simultaneamente. Il giocatore si immedesima in un personaggio creando un “avatar” ovvero un alter ego virtuale, e nei casi più gravi finisce con l’identificarvisi. Anche in questo caso può presentarsi un comportamento compulsivo, per cui il soggetto tenderà a passare la maggior parte del suo tempo impegnato nel gioco, mettendo in crisi i rapporti personali e le attività della vita reale.

– dipendenza da eccessive informazioni (information overload): il soggetto naviga in rete in cerca di informazioni, in maniera continua ed estenuante collegandosi per molte ore. Passa da un sito all’altro, esamina dati su dati, siti di notizie e informazioni, portali e siti generali e tematici, in una ricerca frenetica che non riesce a ridurre, anche in questo caso a scapito di impegni familiari, sociali e lavorativi.

– shopping online compulsivo: vengono segnalati sempre più frequentemente casi di soggetti che presentano comportamenti di dipendenza legati all’acquisto di oggetti tramite la rete. Lo shopping online consente all’acquirente di eliminare l’intermediazione umana e di scegliere tra una vasta gamma di prodotti, anche difficilmente reperibili, in maniera rapida ed efficace: questi aspetti favoriscono l’insorgenza di condotte di acquisto compulsive.

Lo sviluppo della dipendenza con le caratteristiche descritte , dipende da molteplici fattori : variabili personali legate alla struttura di personalità, difficoltà di comunicare e disagi nelle relazioni con gli altri, la facilità e la rapidità con cui può essere ripetuta o protratta l’esperienza. E’ stato inoltre notato che questa come altre forme di dipendenza, si sviluppa spesso in soggetti affetti da disturbi depressivi e disturbi di tipo ossessivo-compulsivo e che risulta maggiormente associata a situazioni ambientali sfavorevoli come la disoccupazione, i problemi coniugali o la solitudine.

La dipendenza da Internet coinvolge in misura crescente le fasce di età infantile ed adolescenziale, con conseguenze evidentemente deleterie in un periodo fondamentale per lo sviluppo della personalità. Si stima che oggi siano almeno 450.000 gli utenti della rete nel periodo della scuola elementare, dunque fino ai 10 anni, e che il 75% dei bambini e dei ragazzi tra i 10 e i 17 anni utilizzi il computer con regolarità.

E’ molto importante insegnare ai bambini e ai ragazzi a fruire in maniera intelligente e costruttiva delle enormi potenzialità della rete, che può essere loro molto utile per lo studio, la ricerca e lo svago purché ciò sia opportunamente regolato e controllato dai genitori.

L’utilizzo sregolato e precoce della rete, specie dei social network di cui sempre più utenti minorenni sono fruitori, non è utile in un età come quella evolutiva, in cui i ragazzi devono imparare a sviluppare competenze sociali e relazionali fondamentali per la costruzione di una personalità sana ed equilibrata. Riflettiamo se è davvero così indispensabile avere un profilo su facebook a 10 anni!

Attenzione dunque a ogni segnale che indichi un iniziale disagio legato all’utilizzo della rete: è molto importante rivolgersi a uno psicologo-psicoterapeuta che aiuti il soggetto a comprendere l’origine del disturbo e apprendere delle modalità di “disintossicazione” dalla rete, al fine di tornare alla normalità e di riacquistare il controllo della propria vita.

In conclusione possiamo affermare che queste nuove forme di dipendenza rappresentano un problema sempre più rilevante dal punto di vista clinico e sono ancora oggetto di studio da parte della comunità scientifica, nello sforzo crescente di stabilire criteri validi di classificazione e definizione.

Emergono infatti progressivamente nuovi tipi di dipendenza grazie alla facilità con cui la rete è ormai fruibile a tutti i livelli.

Assistiamo a una nuova fase della cultura umana, che ha elementi sia inquietanti che affascinanti, che costituisce un rischio e che nel contempo ha enormi potenzialità. Occorre trovare il giusto equilibrio anche con l’aiuto, nei casi in cui sia necessario, di professionisti della salute mentale, per fare si che i cambiamenti portati dalla tecnologia favoriscano e non ostacolino il benessere e l’evoluzione individuale e collettiva.

Il testo è stato scritto da Valeria La Ferlita. Psicologa, Psicoterapeuta individuale e di gruppo. E-mail: valaferl@alice.it

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

– Cantelmi T., Del Miglio C., Talli M., D’Andrea A., (2000) – La mente in Internet: psicopatologia delle condotte online Piccin ed. Padova

– Caretti V., La Barbera D. (a cura di) , (2007) – Le dipendenze patologiche R.Cortina ed.

– Caretti V., La Barbera D., (2001) – Psicopatologia delle realtà virtuali Masson Ed. Milano

– Wallace P. (1999) – La psicologia di Internet. Tr.it. Raffaello Cortina ed., Milano, 2000.

 

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