No alla delocalizzazione fuori dall’Italia. Assistenza telefonica perderà sempre di più la sua qualità.


headsetPer un’azienda italiana utilizzare risorse umane dall’estero è un grande risparmio. Purtroppo non si riesce a capire che questo meccanismo è una delle cause principali della crisi economica che sta colpendo le economie occidentali. E’ un circolo vizioso che un semplice esempio aiuta a comprendere: se un consumatore italiano non ha abbastanza soldi per comprare un prodotto o un servizio non di prima necessità,  a causa dell’abbandono delle risorse umane del nostro paese, l’Azienda non ottiene il suo guadagno proprio per mancanza di acquirenti di quel prodotto/servizio.

Il fenomeno della delocalizzazione è la scelta di numerose imprese (fabbriche, impianti e call center) che trasferiscono la loro produzione dal territorio nazionale in altri paesi, dove il costo del lavoro è più basso, diminuendo le opportunità di lavoro per i cittadini italiani.

Purtroppo questo fenomeno della delocalizzazione si è esteso in tutti i settori merceologici d’Italia, tra cui anche il settore dell’assistenza.

Una volta c’era l’assistenza di un servizio o un prodotto di persona tramite faccia a faccia, con l’era del Call Center e del mondo di internet l’assistenza avviene tramite un telefono o tramite lo scambio di e-mail. L’importante, anche se non c’è un contatto fisico e diretto con chi sta effettuando l’assistenza, resta la massima professionalità e la massima qualità per capire e risolvere un problema.

Molti gestori telefonici e non solo si stanno affidando ad alcuni call center all’estero, fomentando la disoccupazione in Italia, soprattutto quella giovanile.

Scegliete il gestore telefonico anche per l’assistenza che offre. Speriamo le Istituzioni fanno qualcosa per fermare questo fenomeno che sta rovinando la nostra Italia.

Con tutto il rispetto per la professionalità dei lavoratori stranieri, resta inconcepibile che il consumatore italiano per cercare di avere informazione o assistenza debba interloquire con un consulente che non conosce bene la lingua italiana. In più chi lavora in un call center ha la possibilità di leggere informazioni, dati molti sensibili: in Italia, bene o male, c’è una legge comunque adeguata, cosa che invece all’estero non esiste.

Un esempio delicatissimo sono i dati della carta di credito di un abbonato che paga l’abbonamento regolarmente tramite addebito bancario. Portando questi dati sensibili ad aziende estere, come si farà a denunciare il furto d’identità o addirittura la clonazione della propria carta di credito?

Si mettono a rischio conti correnti bancari, carte di credito, codici fiscali e documenti di identificazione dati personali.

Ricordate che l’assistenza all’estero diminuirà sempre di più la qualità del gestore telefonico creando disagi e problemi al consumatore.

 

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  • Giovanni Scalvi

    Delocalizzazione? Un mese fa ho contattato TIM al 119 per un problema alla mia SIM della chiavetta USB del mio portatile. L’operatore, gentilissimo, ha impiegato un pò di tempo, scusandosi, per la sistemazione. La giornata era bruttissima e, nel frattempo, abbiamo appunto parlato del tempo per un periodo in cui continuava a piovere. Lui mi ha detto che invece, dove era lui, c’era tempo bellissimo. Io gli ho allora domandato “Ma scusi, ma lei da dove parla visto che il sole non lo si vede da parecchio !!!”. Mi ha risposto “Tunisi”. Sono rimasto allibito !!!!! Non ero ancora a conoscenza che i Call Center TIM fossero andati oltre frontiera. E noi dobbiamo lottare con la disoccupazione. Se la nostra economia dovrà reggersi su queste tristissime realtà c’è da essere allegri. Me la vedo brutta. Molto brutta.